Portoferraio: carcere di massima bellezza (LI)

Situata nella parte settentrionale dell’Isola del’Elba, la splendida Portoferraio lega la sua prosperità ai nomi di Cosimo de’ Medici e Napoleone Bonaparte ma vanta una storia molto più antica.

Un piccolo peschereccio è ormeggiato con i motori ancora accesi e i pescatori indaffarati volgono le spalle alla Torre della Linguella, detta anche Torre del Martello, che dal XVI secolo protegge la darsena medicea, inondata di sole. Alle sue spalle una verde cornice collinosa fa da contrasto ad un cielo di cobalto che sembra dipinto. La darsena è affollata e al rumore del passaggio delle automobili rispondono le voci dei passanti, i suoni dei loro passi, delle biciclette e degli ormeggi che assicurano le imbarcazioni al molo.
Il Molo Mediceo si protende nel cuore dell’antico porticciolo e da qui la vista abbraccia tutta la darsena con i palazzi dai delicati colori pastello che si riflettono nel blu dell’acqua proiettando disegni appena increspati. Alle spalle dei palazzi si intravedono le mura del complesso di fortificazioni che abbraccia la città e che offriranno splendide vedute panoramiche. Al centro del molo torreggia un’ancora di ferro molto grande che sembra rivaleggiare in altezza con le aste delle bandiere e i lampioni circondati dalla foresta di alberi delle barche a vela. Di fronte, oltre la strada, si apre la Porta del Mare intonacata con una delicata tonalità arancione: sembra un invito ad entrare nel cuore di Portoferraio, l’antica Cosmopoli.Foto porto mediceo di PortoferraioNelle cartine turistiche è descritta come “la Città di Cosimo e di Napoleone”, con itinerari e punti d’interesse evidenziati nelle mappe, foto esplicative e depliant illustrativi che guidano il turista passo passo lungo le vie spesso in salita, sulle quali si affacciano austere abitazioni dal sapore toscano… ma nulla ci può preparare alla meraviglia che si prova entrando nelle imponenti Fortezze Medicee risalenti al XVI secolo e camminando lungo i bastioni e le cortine, osservando il panorama che si apre su nuove prospettive sempre più affascinanti. È lenta la salita che ci porta sempre più in alto, oltre le punte dei fiori di agave che da qui svettano verso il cielo. Procediamo lungo scalinate di pietra che ci guidano su diversi livelli pavimentati d’erba e di fiori bianchi, ammirando la città diventare sempre più piccola e la costa aprirsi su spiagge bianchissime ancora frequentate nei caldi giorni di ottobre. Da qui è facilmente riconoscibile l’austera facciata gialla della Palazzina dei Mulini: la residenza che accolse Napoleone Bonaparte durante il suo esilio elbano impostogli dopo la rovinosa sconfitta nella battaglia di Lipsia. Costretto ad abdicare dal trono francese e rimasto al verde, Napoleone scelse l’Elba come suo “nuovo regno” e qui rimase per dieci mesi fino al marzo del 1815, quando fuggì furtivamente per tornare a Parigi, riconquistare il potere e regnare per i “cento giorni” che precedettero la sua sconfitta decisiva nella battaglia di Waterloo, il suo confinamento nell’isola di Sant’Elena e la sua uscita definitiva dallo scacchiere politico europeo.
Proseguiamo la salita e arriviamo al Bastione del Veneziano, dove il camminare è reso soffice da un tappeto di aghi di pino, l’aria profuma di resina e risuonano i cinguettii degli uccelli sopra il lontano rumore del traffico cittadino. In questa oasi di pace l’orizzonte è reso netto dal contrasto tra il cielo ormai celeste e l’intensità del colore del mare.
Saliamo ancora, valichiamo i cancelli del forte Falcone che pare un tutt’uno con i bastioni medicei ed è loro coevo.Foto fortificazione di PortoferraioSeguiamone i camminamenti perimetrali: siamo nella parte più alta della città. Da qui è ben visibile il disegno della costa, gli scogli scoscesi contro cui si infrangono le onde del mare sollevando spruzzi bianchi. Sulla torre più alta sventola la bandiera elbana con le tre api su banda rossa diagonale su campo bianco. Da qui la città è una distesa di tetti color mattone che segue l’arco della darsena e sale lentamente verso il Forte Stella, arroccato su uno scosceso sperone di roccia e riconoscibile dai colori vivaci e dalla presenza del faro. È questa la prima costruzione di Portoferraio che si vede dal battello preveniente da Piombino; forse è stata questa la prima fortificazione che, venendo dal mare, vide il temutissimo pirata turco Dragut, o forse fu il Forte Falcone. Era il 1553 quando costui arrivò, a capo di una vasta flotta, con l’intento di saccheggiare le città dell’Elba, compresa Portoferraio, l’allora Cosmopoli. Dopo aver incendiato Capoliveri e devastato Marciana Marina, il pirata tentò il colpo da Capo Bianco. Lungo questo versante Cosmopoli era impenetrabile per il fronte compatto e imponente delle Fortezze Medicee e del Forte Falcone. Dal forte Stella la costa si abbassa dolcemente ma era protetta dalle mura perimetrali che arrivavano fino alla Linguella e alla Torre del Martello. Qui circa tre anni prima era stata installata una catena lunga centotrentacinque metri che poteva sbarrare la darsena fino al Molo del Gallo impedendo alle navi di entrare o uscire dal porto. Il tentativo di Dragut fallì, costando la vita a una cinquantina dei suoi; due anni dopo il pirata era di nuovo tra queste acque per far razzie ma giunto in prossimità del Porto di Cosmopoli, si limitò a sfilare oltre: giudicava la città inespugnabile e le cannonate sparate dalle fortezze quando la sua flotta fu avvistata parvero farsi beffe di lui.
Oggi i forti sono imperdibili attrazioni turistiche e storiche, mentre l’area della Linguella ospita il museo archeologico che racconta un’altra storia, fatta di fasti e commerci risalenti al periodo romano e prima ancora quello etrusco. I numerosi relitti trovati nei fondali intorno all’isola, ancora oggi meta di turismo subacqueo, hanno portato alla luce numerose anfore, coppette, monete e suppellettili di bordo. Questi reperti e le loro storie sono raccolte nelle sale del museo che si affacciano sui resti di una villa romana risalente al I secolo a.C. Aveva le pareti rivestite di lastre di marmo e pavimenti con mosaici policromi: era un luogo di villeggiatura dedicato all’otium. Le sue sorti sono legate all’impero romano: inizia il declino già quattro secoli dopo e un po’ alla volta diventa un rifugio per poveri e una “cava” da cui estrarre materiale costruttivo. La sua presenza fu documentata nel XVI secolo, proprio durante i lavori di consolidamento e fortificazione dell’area della Linguella e della costruzione della Torre del Martello.foto della torre del Martello di PortoferraioQuesta torre, dall’elegante forma ottagonale, fu utilizzata come magazzino e successivamente come carcere. Nel 1933 vi fu imprigionato Sandro Pertini, noto antifascista e all’epoca già detenuto politico, in attesa di essere processato per oltraggio ad una guardia carceraria. Ma è un altro il nome che è rimasto maggiormente impresso tra queste mura: Giovanni Passannante.
Era il 7 novembre 1878 quando l’anarchico lucano appena trentenne attentò alla vita del Re d’Italia Umberto I di Savoia, in visita a Napoli. Il Passannante era armato con un coltello che teneva nascosto in un fazzoletto rosso e si era procurato barattando la sua giacca. Con questo coltello, la cui lama era lunga dodici centimetri, il Passannante si avventò contro il Savoia, riuscendo maldestramente a ferirlo ad un braccio. Il giovane fu catturato, sommariamente processato e condannato a morte. La sua condanna fu commutata in ergastolo per grazia reale. Il giovane fu rinchiuso all’interno della Torre della Linguella, in una cella posta sotto il livello del mare, buia, umida e priva di latrine. La cella era alta circa un metro e quaranta centimetri e il prigioniero era costretto da una catena corta e pesante diciotto chilogrammi che ne limitava i movimenti. Il Passannante trascorse dieci anni in completo isolamento in questa condizione disumana, che ne minò la salute fisica e mentale. Successivamente fu trasferito in un manicomio, dove trascorse il resto della sua vita. Su questa vicenda sono stati scritti romanzi e girati film. Si narra che i marinai che in quegli anni passavano vicino alla torre, udissero suoni indistinti misti alle urla disperate del condannato. Fu così che diedero alla Torre della Linguella il nome di Torre di Passannante.

Città Portoferraio

Provincia Livorno

Regione Toscana

Coordinate GPS 42°49′N 10°19′E

Come arrivare

In auto: per arrivare sull’isola d’Elba è necessario prendere il traghetto da Piombino Marittima, che si raggiunge velocemente da Piombino. Per arrivarci basta entrare nella Superstrada SS 1 Aurelia in direzione Venturina – Piombino – Isola d’Elba e seguire indicazioni per Piombino.

In treno: per arrivare sull’isola d’Elba è necessario prendere il traghetto da Piombino Marittima. La Stazione ferroviaria di Piombino Marittima è quella di fronte al porto di Piombino, ed è ben collegata alla stazione di Piombino Centrale.

In battello: da Piombino Marittima partono i collegamenti della Toremar e della Moby Lines. Per maggiori informazioni su orari e tariffe è possibile consultare i siti http://www.toremar.it e http://www.mobylines.it

Cosa visitare nei dintorni

– Porto Azzurro (LI)

Per saperne di più

È possibile trovare molte informazioni utili su Portoferraio sul sito internet:https://www.infoelba.it/scoprire-elba/

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