Il grande film di Sermoneta (LT)

Situata nella parte settentrionale della provincia di Latina, arroccata nel verde dei monti Lepini, Sermoneta è un antico e splendido borgo medievale molto ben conservato, scelto come location cinematografica per quasi un centinaio di film dal secolo scorso ad oggi.

È bella e scenografica la scalinata che dal Belvedere sale su fino al Castello Caetani: si chiama Via delle Scalette e il famoso regista Franco Zeffirelli la definì “La piccola Piazza di Spagna”. Magari, senza saperlo, l’abbiamo già vista tutti almeno una volta nella vita: dall’inizio del secolo scorso ad oggi è stata percorsa da centinaia di attori, poiché Sermoneta è stata scelta come location cinematografica per quasi un centinaio di film. L’architettura medievale, i vicoli stretti, gli scorci suggestivi e l’atmosfera senza tempo ne fanno uno scenario ideale. Ad esempio nel 2012, tra queste vie lastricate e in pendenza su cui si affacciano case-torri e antichi palazzi di pietra abbelliti da portali, stemmi gentilizi ed eleganti finestre a bifora, sono state girate varie scene della seconda stagione della serie televisiva “I Borgia”; nel 2015, nel film “Il racconto dei racconti” di Matteo Garrone, Sermoneta è stata il regno di Roccaforte, il cui re, interpretato da Vincent Cassel, è più volte giunto fin qui per andare a trovare la misteriosa fanciulla dalla voce angelica che egli aveva sentito cantare. Nell’ultima parte dello stesso film, queste scale ha percorso lentamente e con fatica una povera vecchia agonizzante, che aveva voluto farsi scorticare credendo di poter riacquistare così la perduta bellezza della giovinezza: la telecamera ha inquadrato a lungo la sua povera schiena sanguinante, filmando lo sforzo doloroso di trascinarsi avanti verso il castello.foto scalinata di SermonetaSempre nel 2015 è stato presentato al festival di Cannes un cortometraggio intitolato “Italian Miracle”: nella locandina è immortalata una persona nell’atto di salire questa scalinata tenendo aperto un ombrello arcobaleno. I colori accesi dell’ombrello si staccano da quello omogeneo della pietra dei palazzi e dei gradini che accompagnano la figura verso il castello sovrastante. Poco più avanti, tra gli archi a tutto sesto della quattrocentesca Loggia dei Mercanti, nel 1984 si affacciò Massimo Troisi, nel film “Non ci resta che piangere”: al predicatore che, passando, gli aveva detto la fatidica frase “Ricordati che devi morire”, da lì rispose “Sì, sì… no… mo’ me lo segno…”.
Anche il castello Caetani ha accolto centinaia di telecamere, a partire dal portale di accesso con il ponte levatoio che compare nelle scene del film “Totò contro il pirata nero” del 1964, quando il Pirata Nero e la sua ciurma assaltano la fortezza del governatore spagnolo dell’isola di San Juan.
L’ampio cortile è quello del Forte Carolina, il palazzo del Governatore nel film “Odio Mortale” del 1962, il luogo dove si svolge l’impiccagione di tre coloni francesi al rullo dei tamburi spagnoli.
Le grandi scuderie del castello Caetani sono le stalle in cui la bella guerriera Astriaha raggiunge Mario per una notte di passione nella versione estesa di “Non ci resta che piangere”; nel frattempo Saverio è in una stanza da letto e osserva il caminetto acceso dando le spalle alla telecamera. In questa scena, nonostante la penombra, sono ben visibili le decorazioni parietali ed un affresco all’interno di una lunetta: siamo in una delle tre Camere Pinte all’interno del Castello Caetani, risalenti al XVI secolo e così chiamate per le famose figure mitologiche affrescate da un discepolo del Pinturicchio.
Tra le tante storie da raccontare anche questo castello ne ha una, legata alle vicende delle famiglie Caetani e Borgia: i primi lo acquistarono alla fine del XIII secolo, lo ingrandirono e abbellirono; lo persero nel 1499, quando papa Alessandro VI Borgia li scomunicò con una bolla papale e ne confiscò i beni, mettendo l’amministrazione di Sermoneta nelle mani della figlia Lucrezia. Nel castello c’è ancora la sua camera da letto, con il letto a baldacchino dove ella dormiva, delle poltroncine e tappeti rossi; sono inoltre conservati altri arredi autentici del periodo medievale. foto interno castello Caetani di SermonetaNella “Casa del Cardinale”, che si affaccia sulla piazza d’armi, ci sono importanti quadri cinquecenteschi ed il ritratto di un principino biondo dal nome sconosciuto che, secondo la leggenda, sarebbe morto misteriosamente nelle segrete del castello e il cui fantasma vi si aggirerebbe ancora oggi.
I Borgia fortificarono Sermoneta rendendola inespugnabile: l’abbassamento dell’imponente mastio quadrangolare duecentesco, l’adeguamento delle mura di cinta per resistere agli attacchi delle armi da fuoco dell’epoca e la costruzione della “Casa del Cardinale”, eseguiti tra il 1499 e il 1503, portano la firma del famoso architetto militare Antonio Sangallo, detto il Vecchio. Infine la morte del Papa Borgia riportò Sermoneta nelle mani dei Caetani, che continuarono ad amministrarla e furono proprietari del castello fino all’estinzione del casato, avvenuta alla fine del secolo scorso. Il loro prestigio era tale che il 2 aprile 1536 l’imperatore Carlo V in persona giunse a Sermoneta accompagnato da quattromila fanti e mille cavalieri e fu accolto al castello in pompa magna dall’allora Duca Bonifacio Caetani e dalla sua giovanissima e bella consorte Caterina Pia di Savoia. Il suo successore, Duca Onorato III Caetani, il committente delle Camere Pinte, partecipò alla battaglia di Lepanto quale capitano generale della fanteria pontificia.
Nel Medioevo le paludi che avevano reso l’antica via Appia impraticabile avevano favorito l’uso della via Pedemontana e Sermoneta ne aveva approfittato, forte della sua posizione strategica di controllo su questa rotta commerciale alternativa che collegava Roma al meridione.
Le attività di bonifica dell’agro pontino riportarono la via Appia ad essere percorribile e i traffici commerciali si spostarono causando il declino di Sermoneta, la cui posizione aveva nel frattempo perso importanza strategica.
Era stata la sua posizione, lontana dalle paludi malariche e dalle scorribande dei pirati saraceni lungo le coste tirreniche, a far fiorire nel tempo questa città bella quanto antica, le cui origine si fanno risalire addirittura ai Volsci: Virgilio, nel X canto dell’Eneide la cita tra le città alleate dei Latini e nemiche di Enea, il quale, alla morte di Pallante, da esse sceglie quattro giovani da immolare agli dei.
È sicuramente la posizione isolata e panoramica a contribuire all’aspetto pittoresco di Sermoneta: arroccata su un colle a dominare il paesaggio e con i monti Lepini alle spalle, immersa nel verde e circondata dalle cinta muraria, offre un colpo d’occhio magnifico. Il paesaggio offerto dal Belvedere spazia senza limiti sulle pianure circostanti: l’atmosfera è quasi fiabesca ed è da qui che ho iniziato a vivere la sceneggiatura di questa bella esperienza alla scoperta di uno dei borghi medievali più belli e meglio conservati d’Italia.

Città Sermoneta

Provincia Latina

Regione Lazio

Coordinate GPS 41°33′N 12°59′E

Come arrivare

In auto: da Latina. seguire Via Epitaffio in direzione di Via Pietro Verri; svoltare a destra in Via Pietro Verri, proseguire in Via Carrara, poi in Via Fontana Murata fino a Via del Murillo, che si prende svoltando a destra. Prendere la Strada Provinciale Montecchio in direzione di Via Madonna delle Grazie per 5 Km, seguendo le indicazioni per Sermoneta.

In autobus: Sermoneta è servita dagli autobus della compagnia CO.TRA.L. Per informazioni su orari e costi è possibile visitare il sito http://www.cotralspa.it/ .

In treno: La stazione ferroviaria più vicina è quella di Latina, da dove si può prendere l’ autobus.

Cosa visitare nei dintorni

– I giardini di Ninfa
– Bassiano
– Norba
– L’Abbazia di Valvisciolo

Per saperne di più

È possibile trovare molte informazioni utili su Sermoneta sul sito internet: https://www.lazionascosto.it/borghi-piu-belli-del-lazio/sermoneta/

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