Passaggio a Bard (AO)

Situato proprio all’imboccatura della Val d’Aosta, là dove la valle si stringe creando un passaggio obbligato, l’inconfondibile Forte di Bard si erge a difesa del piccolo borgo antico ai suoi piedi e del territorio tutto, sbarrando la strada ai nemici.

È iniziata.
Da Martigny hanno affrontato la lunga ed impervia salita di oltre sei ore, hanno superato il valico del Gran San Bernardo e si sono riversati sulla valle come una grande onda. È l’Armée de Réserve di Napoleone, quattrocentomila soldati, armati di fucili e cannoni, impegnati nella Seconda Campagna d’Italia. Solo un ostacolo sembra frenarne l’avanzata: eccolo lì, l’inespugnabile Forte di Bard. Già all’epoca degli Ostrogoti di Teodorico la sua posizione sulla cima di una rupe scoscesa era considerata strategica per il controllo dell’antica Via Consolare delle Gallie, passaggio obbligato per il transito da e verso la Francia, e lì furono costruite le prime fortificazioni, che nel tempo furono ampliate ed irrobustite per meglio dominare e proteggere la valle e sbarrare il cammino ai nemici. Gli ultimi interventi sabaudi del XVII e XVIII secolo sembravano averlo reso invincibile.
A nulla servì prendere l’antico borgo di Bard, occuparne le case e sparare fucilate dalle finestre, né pagare i contadini del posto affinché trasportassero a braccia, sulla montagna che sovrasta il Forte, tre pezzi d’artiglieria che i francesi erano riusciti a prendere agli austriaci.
A nulla servirono i continui cannoneggiamenti e gli assalti a sorpresa che tante vite costarono agli invasori: le imponenti fortificazioni di Bard quasi non ne rimasero scalfite e ai colpi di cannone il Forte rispondeva orgoglioso, difeso da soli quattrocento soldati, comandati dal capitano Bernkopf.
Tra le file di francesi si trovava un giovane, arruolatosi per sfuggire alla noia: era Henry Beyle, allora diciassettenne, più tardi conosciuto come Stendhal. A proposito di quei giorni scrisse: “Il cannoneggiamento di Bard faceva un fracasso spaventevole; era il sublime però troppo rasente al pericolo. L’animo invece di godere interamente, doveva preoccuparsi di tenere duro”.
Ormai l’assedio durava da due settimane ed il valoroso Forte continuava la sua guardia, finché la notte tra il 30 ed il 31 maggio 1800 i francesi idearono un piano: nascosti dal favore delle tenebre, cosparsero la strada di letame e paglia per attutire i rumori, e mentre i difensori di Bard erano ciechi e sordi al loro raggiro, i francesi, silenziosamente, messisi al posto dei cavalli, trascinarono un cannone di Andreossi, un enorme e potentissimo pezzo d’artiglieria pesante, capace di sparare palle di ferro da dodici libbre. Lo collocarono talmente vicino al Forte da risultare fuori della gittata minima di tiro degli assediati. All’alba i francesi ripresero a sparare e questa volta brecce sempre più grandi squarciarono le imponenti mura ed i bastioni. Per gli assediati non c’era più nulla da fare e quel giorno stesso issarono bandiera bianca. Era il 1 giugno 1800 e l’eroico Forte di Bard firmava la sua resa. Per il valore dimostrato dai quattrocento difensori, a loro fu concesso l’onore delle armi. Napoleone, invece, che vedeva in “ce vilain castel de Bard” la muta testimonianza del rischio corso di fallire nell’esordio della sua campagna di conquista, ne ordinò la distruzione.
Circa trenta anni dopo, su volere del re Carlo Felice di Savoia, iniziò la ricostruzione; il progetto era affidato all’ingegnere militare Francesco Antonio Olivero. Avrebbe dovuto essere una struttura all’avanguardia, composta da più corpi di fabbrica, posti su livelli diversi, autonomi e capaci di difendersi tra di loro; disponeva di ampi magazzini che permettevano di resistere a un assedio di tre mesi.foto salita del Forte di BardIl giovane Camillo Benso di Cavour ebbe l’incarico di supervisionare a lavori; lontano dalla mondanità di Torino, isolato nei profondi silenzi della natura, cullato dal fresco mormorio della Dora Baltea nelle sue passeggiate solitarie nei pressi di Donnas e perduto nella vastità del paesaggio che si gode affacciandosi dal parapetto del Forte, fece ordine nei suoi pensieri e decise di abbandonare la carriera militare per quella politica.
Da allora il Forte di Bard è rimasto pressoché invariato e dal 2006 è sede museale ed espositiva aperta al pubblico e in estate, nel suo vasto cortile interno, sotto il cielo stellato, si tengono spettacoli di musica e teatro. Con il suo aspetto inconfondibile sovrasta il piccolo borgo antico ai suoi piedi, di struttura medievale, con case di pietra e tetti d’ardesia, e case signorili quattrocentesche caratterizzate da archi ed eleganti bifore o finestre crociate. La strada selciata, il rumore dello scorrere dell’acqua freschissima delle fontane di pietra, l’edera che abbraccia le pareti di alcuni edifici, i manufatti di legno, tutto contribuisce a creare un’atmosfera rilassata e senza tempo.foto panorama dal Forte di BardLe uniche tracce di modernità sono gli ascensori panoramici che collegano il borgo al Forte ed i totem che pubblicizzano i luoghi in cui nel marzo del 2014 sono state girate alcune scene del film della Marvel, Avengers: Age of Ultron.
Per qualche giorno queste strade si sono riempite di attori famosi e comparse del set cinematografico del film kolossal, diffondendo le immagini di Bard e del suo Forte in tutto il mondo. Per qualche giorno Bard è stato parte di Sokovia, un paese immaginario dell’Europa dell’est, dove è situata la base dell’HYDRA nella quale lo spietato barone Wolfgang von Strucker ha effettuato degli esperimenti sugli esseri umani utilizzando lo scettro di Loki. Per mesi oggetti di scena e filmati che raccontano il backstage del film sono stati raccolti in una mostra ed hanno richiamato curiosi, cinefili e fan della Marvel. Mi sembra curioso che sia stato necessario tutto questo per richiamare l’attenzione su un borgo considerato uno dei più caratteristici, meglio conservati e belli d’Italia. Posto lungo la via Francigena e segnalato quale punto di interesse della quinta tappa che collega Verrès a Pont St.Martin passando per il bel ponte medievale che attraversa la Dora proprio di fronte al Forte, scelto nel 2016 come soggetto di un francobollo della serie che celebra il patrimonio artistico e culturale italiano, scenario di rievocazioni storiche legate alle imprese di Napoleone, Bard ed il suo Forte sono uno dei simboli di eccellenza che meglio rappresentano la Val d’Aosta per l’importanza storica e la bellezza paesaggistica. La visita a Bard ed al suo Forte è un’esperienza da non perdere.

Città Bard

Provincia Aosta

Regione Valle d’Aosta

Coordinate GPS 45°37′N 7°45′E

Come arrivare

In auto: da Aosta. Si segue l’autostrada A5 Torino-Aosta fino all’uscita Pont-Saint-Martin o Verrès. Da qui seguire le indicazioni per Bard per circa 6 km fino al centro abitato. Il forte è visibile dall’autostrada

In treno: Le Stazioni Ferroviarie più vicine sono quelle di Pont-Saint-Martin e Verres. Queste sono collegate alle valli laterali da servizi bus con partenze generalmente correlati agli orari dei treni.

In autobus: La Val d’Aosta è servita dalla SAVDA. Per orari e tariffe si faccia riferimento al sito: http://www.savda.it/

Cosa visitare nei dintorni

Donnas
– Pont-Saint-Martin

Per saperne di più

È possibile trovare tutte le informazioni relative al forte di Bard ed al suo borgo sul sito: https://www.fortedibard.it/

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