Sperlonga: la piccola fenice (LT)

Costruita sulla sommità di un promontorio che domina il golfo di Gaeta, Sperlonga è un suggestivo, piccolo borgo marinaro, che dal mare è nato e dal mare ha visto arrivare i nemici che l’hanno più volte distrutto. Ora è una meta turistica che offre, oltre agli stabilimenti balneari, escursioni nel verde del parco regionale Riviera di Ulisse, siti archeologici di grande interesse storico ed artistico, localini dove trascorrere piacevoli serate estive e tutta la bellezza del borgo antico.

Ripide scalette e strette viuzze lastricate di pietra sulle quali si affacciano archi e case intonacate a calce: il cuore antico di Sperlonga sembra un labirinto dalle pareti bianche, con gradini che si intersecano su più livelli, i panni stesi ad asciugare ed infissi dai colori vivaci. Dietro ogni angolo c’è uno scorcio pronto a stupire: un gioco di linee e prospettive, fioriere alle pareti e vasi sui gradini che conducono alle case, un’improvvisa piazzetta, con vera da pozzo in pietra, che sembra un giardino esotico; scalinate parallele che passano sotto archi diversi e portano chissà dove, infissi azzurro cielo che richiamano alla mente immagini di altri villaggi mediterranei e improvvisi scorci panoramici che si aprono verso il mare. foto vicolo Sperlonga visto dal basso verso l'altoDa qui si possono ammirare, sottostanti, gli ampi paesaggi costieri con le spiagge di sabbia finissima, colorate da schiere di ombrelloni e sdraio; il porticciolo turistico con le barche ormeggiate ordinatamente e, sull’estremità di uno sperone roccioso, una torre di avvistamento dalla forma inconfondibile: è la torre Truglia, costruita nel 1532 insieme ad altre che dovevano difendere la costa dalla continua minaccia di pirati e corsari.
Secondo la leggenda, da quel mare così vasto, un giorno giunsero le navi di antichi coloni spartani che qui fondarono la città di Amyclae. Secondo Virgilio, nel X libro dell’Eneide, il loro re Camerte, alleato di Turno, morì per mano di Enea, con un colpo di spada, al termine di un lungo inseguimento. Si narra che già nel II secolo prima di Cristo la città fosse scomparsa da tempo.
Secondo Omero, tra quelle insenature dal colore cristallino, un giorno approdarono le navi di Ulisse per far rifornimento di acqua potabile: successe poco prima del fatale incontro con Circe.
Anche Strabone, tra gli altri, descrisse queste coste, disseminate da caverne enormi, dove i patrizi romani si facevano costruire ville bellissime, come quella dell’imperatore Tiberio che è possibile visitare ancora oggi. Con la caduta dell’Impero, dal mare arrivarono i predoni: erano pirati saraceni, dediti al saccheggio, che razziavano le coste e prendevano tutto quello che potevano rubare, distruggevano i villaggi, facevano schiavi alcuni tra la popolazione ed uccidevano gli altri. Gli abitanti di Sperlonga, semplici pescatori indifesi, più volte subirono questo destino. Fortificarono il loro villaggio sulla sommità di un promontorio roccioso, eressero mura di cinta ormai scomparse ed invocarono l’aiuto del loro Patrono, San Pietro, il protettore dei pescatori, al quale avevano dedicato una chiesa già dal X secolo. Fortificarono le antiche torri di avvistamento romane e ne costruirono altre lungo la costa ma tutto ciò non bastò a salvarli ed arginare l’ingordigia del corsaro Barbarossa, il temutissimo condottiero ottomano che nell’estate del 1534, a capo di una flotta di ottantadue galee ben armate, partì per un’incursione sulle coste tirreniche della penisola italica. Dopo Capri, Procida e Gaeta anche Sperlonga fu saccheggiata e rasa al suolo. Da qui le truppe ottomane si addentrarono nell’entroterra laziale e la notte tra l’8 e il 9 agosto attaccarono Fondi, che saccheggiarono per ben quattro giorni e dove il Barbarossa cercò, fallendo, di rapire la bellissima Giulia Gonzaga per farne dono al sultano Solimano I. Con coraggio e pazienza Sperlonga fu di nuovo ricostruita e, con essa, le sue torri di guardia, tra le quali la Truglia. foto torre Truglia di SperlongaCirca un secolo dopo, nel 1622, fu di nuovo saccheggiata e distrutta dai pirati e le sue fortificazioni subirono la stessa sorte ma, come l’araba fenice, Sperlonga risorse ancora una volta dalle proprie ceneri e fu di nuovo ricostruita, più bella di prima. Da quando è stata stesa la Via Flaca, la strada costiera che collega Terracina e Gaeta, Sperlonga ha imparato a sfruttare le opportunità offerte da una vocazione turistica. Il piccolo borgo antico è bello e ben curato e visitarlo è un’esperienza piacevole; la parte nuova si è sviluppata offrendo servizi ed accoglienza. Il mare cristallino ed il verde del parco regionale Riviera di Ulisse sono risorse naturali preziose. La grotta di Tiberio è un sito archeologico immerso in uno scenario meraviglioso che, con i suoi reperti, racconta di un passato lontanissimo e, con le sue statue, rievoca il mito di Ulisse e l’avventuroso viaggio che portò l’eroe omerico fin qui.

Città Sperlonga

Provincia Latina

Regione Lazio

Coordinate GPS 41°16′N 13°26′E

Come arrivare

In auto: da Roma e Latina. seguire la SR 148 via Pontina in direzione sud e seguire le indicazioni per Terracina/Napoli. Svoltare sulla strada Migliara 53 e poi sulla SS 7. Proseguire per 16 KM in direzione sud, poi usare la corsia di destra per prendere lo svincolo SR213 per Sperlonga/Gaeta/Napoli. Proseguire sulla SR 213 Via Flacca e seguirla fino a destinazione.

In treno: La stazione ferroviaria dove si può fare scalo per Sperlonga è Fondi-Sperlonga, da dove si possono prendere gli autobus delle linee Piazzoli. Per informazioni su costi e orari si può consultare il sito: http://www.piazzoli.it/orari-autobus.htm.

Cosa visitare nei dintorni

– Grotta di Tiberio
– Gaeta

Per saperne di più

È possibile trovare molte informazioni utili su Sperlonga sul sito internet: https://www.sperlonga.it/.

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Sperlonga è stata insignita della Bandiera Blu; se cerchi altre mete riconosciute a livello internazionale per le loro qualità ambientali ed eco-sostenibilità, potrebbero interessarti anche:
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