Castelsardo ed il tesoro dei Doria (SS)

Castelsardo

Posto sulla costa settentrionale della Sardegna, Castelsardo è un piccolo ed affascinante borgo di mare di origine medievale, che nasconde ancora il leggendario tesoro dei suoi fondatori.

È una calda giornata di sole e la spiaggetta ai piedi di Castelsardo si sta lentamente affollando. L’acqua è cristallina e fresca, con piccoli pesciolini che nuotano veloci vicino al fondale.
Vista da qui, Castelsardo appare coloratissima e distesa sul promontorio di trachite che si erge a picco sul mare. In cima c’è l’ antico castello Doria, che custodisce una storia lunga quasi mille anni. Si dice che sia stato costruito nel 1102, quando la Repubblica marinara di Genova si impose a quella di Pisa per il controllo delle rotte commerciali di questo angolo di Tirreno ed i Doria imposero qui la propria signoria, costruendo un loro borgo, che chiamarono Castelgenovese.
Lo fortificarono con mura spesse e nel punto più alto costruirono il loro maniero, che fu sia roccaforte militare, sia reggia signorile. Vi visse Eleonora d’Arborea, l’eroina nazionale sarda; forse proprio tra quelle stanze, che ora ospitano il Museo Civico dell’Intreccio del Mediterraneo, ella si dedicò alla stesura della Carta de Logu, la raccolta di leggi scritte nel dialetto sardo più comune in modo che fossero comprensibili a tutti.
CastelsardoDall’alto dei bastioni il panorama è bellissimo ed abbraccia con uno sguardo la Costa Paradiso ed il Golfo dell’Asinara; quando le giornate sono più limpide, in lontananza si vede perfino la Corsica. Da lì, un tempo, i soldati scrutavano l’orizzonte, monitorando l’andirivieni delle navi mercantili e delle barche da pesca. Talvolta avvistarono le vele minacciose dei pirati barbareschi; altre volte diedero l’allarme dopo aver scorto i galeoni dei nemici Spagnoli che, nel 1520, dopo un assedio lungo sei mesi, riuscirono a conquistare Castelgenovese e la ribattezzarono Castel Aragonese.
La salita al castello è un’esperienza lenta e piacevole, che porta tra le vie strette del centro medievale. Case color pastello hanno piante e fioriere alle finestre; ripide scale di pietra portano a piazzette con vista sul mare. Ci sono panchine addossate alle pareti delle case ed alberi di ulivo dentro grandi vasi di legno; anziane signore, sedute all’aperto, intrecciano ramoscelli di fieno o di palma nana. Se si sentono osservate alzano lo sguardo e sorridono, mostrando orgogliose il cestino o il cappello che hanno realizzato con le loro stesse mani.
S’odono frammenti di conversazioni gutturali, per lo più incomprensibili a chi non sia nato qui, che si confondono con i richiami dei gabbiani.
In fondo, al di sopra dei tetti, si eleva un campanile di pietra con il tetto di maioliche colorate: è quello della Cattedrale di Sant’Antonio Abate, anticamente ricavato da un faro. Arrivando dal “Percorso la scaletta”, la cattedrale appare oltre una curva, in uno scorcio emozionante e suggestivo: sembra un tutt’uno con la parete di roccia a strapiombo sul mare blu intenso alle sue spalle. CastelsardoLa passeggiata che porta fin qui è panoramica e spensierata e ci accompagna nel verde al di sotto della cinta muraria. Una targa dice che il percorso è aperto già da due secoli e che collega la torre campanaria con il torrione pentagonale.
Una leggenda, riportata da Grazia Deledda, narra che nei pressi del torrione c’era una cisterna molto profonda che aveva nel fondo una campana d’oro, capace di produrre un suono purissimo. Per farla suonare, i passanti le gettavano contro una pietra. A forza di gettare pietre nella cisterna, la campana ne fu sommersa e smise di suonare, così che la gente del posto col tempo se ne dimenticò e si perse memoria della via di accesso, un’antichissima galleria sotterranea voluta dai Doria. Si dice che questi la utilizzassero per poter uscire indisturbati dal loro castello e che il tunnel collegasse anche quattro grandi stanze segrete, chiuse da pesanti porte di ferro. Lì custodivano i loro tesori: stoffe, monili, oro e pietre preziose, forzieri colmi di monete. Solo il castellano aveva la chiave per accedere alle segrete.
Quando l’ultimo dei Doria di Castelgenovese morì, per il maleficio di una strega innamorata e respinta, la chiave fu perduta e nessuno più poté varcare l’agognata soglia.
Il tesoro dei Doria è ancora là, nascosto nei sotterranei di Castelsardo. Forse, tra i vecchi pescatori giù al porto, con la pelle segnata dal sole, c’è qualcuno che in gioventù si è cimentato in questa perigliosa ricerca ed aspetta l’occasione per condividere nuove storie da raccontare.

Città Castelsardo

Provincia Sassari

Regione Sardegna

Coordinate GPS 40°54′52″N 8°42′46″E

Come arrivare

In auto: Il porto passeggeri più vicino a Castelsardo è quello di Porto Torres; in alternativa c’è quello di Olbia. Da Porto Torres seguire la Strada Statale 200 fino a destinazione. Da Sassari: percorrere la Strada Statale 131 fino a Porto Torres e poi la SS 200 fino a Castelsardo.

In autobus: Castelsardo è collegata a Sassari e Porto Torres degli autobus della linea arstspa. Per maggiori informazioni su orari e prezzi è possibile consultare il sito internet: http://www.arstspa.info/c.html

In battello: Sono numerose le compagnie che collegano Porto Torres. Per la comparazione e consultazione dei prezzi dei traghetti da e per la Sardegna www.traghetti-sardegna.it

Cosa visitare nei dintorni

– Porto Torres
– Le grotte di Nettuno
Alghero

Per saperne di più

Ho trovato molte informazioni utili su Castelsardo nel sito internet: https://www.informagiovani-italia.com/castelsardo.htm

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– Turismo – 21ª emissione – 23 aprile 1994 : 600 L. Orta san Giulio
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