Tropea: antica e fedele (VV)

Tropea

Sorta nel centro della suggestiva Costa degli Dei, Tropea vanta origini mitiche; il riconoscimento della sua secolare fedeltà alla corona aragonese e delle sue rinomate antichità, bellezza e nobiltà le valsero, secoli addietro, la libertà.

Lunghe trecce di cipolle rosse di Tropea colorano i negozietti di souvenir e prodotti tipici locali.
Attraversiamo piazzette affollate con tavolini all’aperto; ci sono numerose gelaterie e pasticcerie che invitano ad assaggiare il tartufo di Pizzo e le sue varianti. Ci sediamo al riparo di un tendone mentre intorno a noi la vita prosegue vivace e chiassosa. L’aria è limpida, la luce intensa.
Un gruppo di persone si è raccolto lì in fondo, accalcato tra selfie, e foto di gruppo. Ci avviciniamo incuriositi e scopriamo una balconata panoramica a circa cinquanta metri sul mare. Sotto di noi il tirreno è una distesa turchese che lambisce spiagge di sabbia bianchissima, punteggiata da ombrelloni colorati. La linea costiera disegna un accogliente porto naturale, l’approdo scelto da Ercole per riposare dopo l’epica lotta contro i giganti.
TropeaA sinistra, su uno scoglio di arenaria a picco sul mare, con la cima verde di alberi e piante, si vede il santuario di Santa Maria dell’Isola. È talmente particolare che la sua immagine appare in molte guide e riviste; è talmente famoso da essere diventato un simbolo non solo per Tropea ma anche per la Calabria ed il Tirreno.
Decidiamo di spostarci per cambiare punto d’osservazione, attraversando vie e piazzette, passando di ringhiera in balconata. Raggiungiamo la lunga scalinata panoramica che ci permette di scendere al livello del mare, per poi attraversare la strada e salire i gradini scavati nella roccia per salire al santuario. È una passeggiata un po’ faticosa ma molto suggestiva e romantica.
La facciata del santuario si eleva al di sopra di un ampio piazzale; ha un aspetto imponente, con pilastri e guglie, ingentilito dagli archi del portico e dalla policromia della pietra. Gli affreschi ne raccontano la storia, legata a restauri, rifacimenti e terremoti. All’interno c’è una chiesetta semplice e raccolta.
È possibile salire sulla terrazza sul tetto o scendere nel giardino, dove il giallo acceso delle ginestre in fiore risalta contro il verde argenteo degli ulivi; ci sono fichi d’india, cipressi ed agavi disposti in un percorso che conduce fino ad una grande croce. Gli aromi delle essenze mediterranee, unite alla bellezza del paesaggio ed alla brezza del mare, rendono lo stare quassù un’esperienza indimenticabile.
Da una parte si intravedono, in lontananza, le sagoma delle isole Eolie e dello Stromboli; poi la linea costiera prosegue oltre l’orizzonte. Infine, al di sopra della parete verticale di un promontorio di roccia calcarea, Tropea mostra il suo profilo compatto. Vista da qui, sembra una fortezza invalicabile nonostante l’assenza dei bastioni, del castello e delle torri, smantellati nel XIX secolo.
TropeaAttraggono il nostro sguardo le facciate di palazzi antichi, che ci invitano a esplorare la città promettendoci nuove storie e scorci suggestivi, portali e stemmi di pietra, ringhiere di ferro battuto. Quelli più importanti portano il nome delle famiglie cui sono appartenuti; in alcuni di essi, chiamati “sedili dei nobili”, fu deciso il destino di Tropea e dei casali che vi facevano parte.
Era il 28 settembre 1612 quando il suono a martello della Campana Grande, che un tempo avvisava la popolazione dell’arrivo dei pirati, convocò una riunione straordinaria del Parlamento, composto da Aristocratici ed Onorati del Popolo. Da sempre Tropea era posta sotto la diretta dipendenza della Corona Aragonese e di conseguenza non poteva essere data in feudo ad altri signori; ciò nonostante quel giorno si discusse il fatto che la città con il suo contado fosse stata venduta dal Vicerè di Napoli al principe di Scilla, Vincenzo Ruffo, per la somma di 191.041 ducati. L’assemblea decise di opporsi, ricorrendo alle vie legali e presto i giuristi Ferdinando d’Aquino e Luigi Lauro partirono rispettivamente per la corte di Napoli e quella di Madrid. Nel frattempo le donne raccolsero denaro e gioielli per riscattare la libertà di Tropea e la città insorse per scacciare gli emissari del Principe Ruffo.
Trascorsero tre anni di grande incertezza finché un giorno fu visto uno stormo di gru volare in alto nel cielo, componendo la parola “LIBERTAS”. Questo segno incendiò gli animi di gioia e speranza e presto arrivò la lieta notizia tanto attesa: il re Filippo III aveva annullato l’atto di vendita di Tropea, riconoscendone la fedeltà, l’antichità, la bellezza e la nobiltà.
Era il 23 agosto 1615, una data onorata da grandi feste, da raccontare.

Città Tropea

Provincia Vibo Valentia

Regione Calabria

Coordinate GPS 38°40′41″N 15°53′49″E

Come arrivare

In auto. Da Reggio Calabria: Autostrada E45 con uscita a Mileto;  proseguire sulla SP10 e seguire le indicazioni per Tropea.
Da Lemezia Terme:  Autostrada E45 con uscita a Pizzo; proseguire sulla costiera SS522 in direzione Vibo Marina e proseguire fino a destinazione.

In treno: Stazione Ferroviaria di Tropea.

Cosa visitare nei dintorni

Scilla (RC)

Per saperne di più

È possibile trovare molte informazioni relative a Tropea sul sito internet: https://www.prolocotropea.eu/

Se cerchi i luoghi italiani immortalati nel celebre ciclo filatelico “Serie Turismo”, emesso a partire dal 1974, potrebbero interessarti anche:
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