L’enigma del Castello di Avio (TN)

Castello di Sabbionara d'Avio

In posizione panoramica sulla Vallagarina, il castello di Sabbionara d’Avio è aperto al pubblico ed affascina con gli spaccati di vita quotidiana e con il misterioso rebus affrescati sulle sue pareti medievali.

Percorrendo l’autostrada del Brennero in direzione nord, lo si scorge sulla sinistra: il castello di Sabbionara d’Avio veglia dall’alto sulla Vallagarina e l’antica via Claudia Augusta. La sua pietra chiara risalta nel verde che lo circonda; alle sue spalle ci sono le montagne, ai suoi piedi i vigneti e l’Adige che, dall’alto, sembra un lungo nastro d’argento.
Il castello è molto antico: ha preso il posto di una precedente fortificazione romana, sorta a controllo dei guadi che permettevano di attraversare il fiume. Con il passare del tempo la pietra ha sostituito il legno ed il castello si è ingrandito e fortificato perché all’interno della sua doppia cinta muraria, in caso di bisogno, dovevano trovare rifugio non solo i soldati ma anche i contadini. Furono aggiunte torri di guardia e passaggi coperti ed anche il palazzo baronale fu ampliato ed abbellito con splendidi affreschi del XIV secolo. Castello di Sabbionara d'AvioL’importanza della corte dei Castelbarco è testimoniata dal passaggio di numerosi ospiti illustri. Dante Alighieri, il Gattamelata, Massimiliano I e Carlo V d’Asburgo passeggiarono tra questi giardini e terrazzamenti verdi d’erba, percorrendo sentieri di ghiaia, fiancheggiati da muri di pietra e cipressi. Forse si lasciarono inebriare dal profumo dolce e pungente dell’uva che colora i filari in autunno e forse, come me, allungarono la mano verso il pergolato, pregustando l’assaggio.
Già la salita al castello è un piacere per gli occhi; i suoi cortili sono ampi e luminosi; ci sono archi e panchine lungo il percorso e punti panoramici molto suggestivi.
Anche se gli stemmi degli Asburgo si alternarono a quelli dei dogi Serenissimi, le sorti del castello rimasero legate sostanzialmente alla famiglia dei Castelbarco: Azzone e Guglielmo lo resero bello e possente nel Medioevo; Carlo Ercole fece scoperchiare il palazzo baronale nel 1812 per evitare che venisse tassato. Emanuela di Castelbarco Pindemonte Rezzonico, nipote di Arturo Toscanini, nel 1977 lo donò al Fondo Ambiente Italiano, mantenendo per sé il diritto di abitare nella torre della Picadora, quella un po’ appartata, utilizzata fino al XVIII secolo come prigione e dalla quale erano lasciati appesi i condannati per impiccagione. Si narra che vi sia stata rinchiusa anche Maria Bertolotti Toldini, accusata di stregoneria nel 1716 .
Il FAI restaurò il castello, riportando alla luce l’antico splendore ed aprendone la visita al pubblico. Eccoci qui, in cima al mastio, ad ammirare le storie raccontate dagli affreschi a tinte pastello della “Camera dell’Amore”. Ecco Cupido che va a caccia, cavalcando un bianco destriero al galoppo e lanciando strali con il suo arco. Castello di Sabbionara d'Avio, camera dell'amoreCentra in pieno petto un giovane cavaliere vestito di verde che cerca di restare in equilibrio nonostante la violenza dell’impatto o dell’emozione; manca una dama bionda ed altera che tiene in braccio un cagnolino bianco: ella ha alzato una mano, forse per difendersi. Poco lontano una coppia di amanti si scambia un bacio appassionato.
Dall’amor cortese all’arte della guerra: l’educazione del signorotto trecentesco si svolge lungo queste pareti. Nella “Casa delle guardie” gli affreschi raccontano storie di duelli e scontri tra eserciti. Cavalieri, fanti ed arcieri si affrontano con coraggio; nonostante la selva di spade e lance, svettano ben visibili i gonfaloni ed anche i cavalli sono bardati con i colori delle insegne. C’è una grande attenzione per i particolari: dalla fattura degli elmi, alla cotta di maglia sotto la tunica, alle cinghie di cuoio che assicurano lo scudo al braccio. Le barbe e le capigliature sono bionde, grigie o rossicce; lo sguardo è attento verso il nemico.
Infine, c’è una sala con le pareti decorate con un elegante motivo geometrico: piccoli quadrati colorati compongono rombi verdi, gialli e rossi e le linee bianche che li separano, tutti disposti ordinatamente a formare delle diagonali parallele. Castello di Sabbionara d'AvioAl centro di ciascun rombo c’è una piccola lettera alfabetica tracciata con un carattere gotico. Il loro significato è un vero mistero. Si pensa che i condannati a morte fossero condotti in questa stanza e bendati: se fossero riusciti a comporre una parola di senso compiuto toccando le lettere, avrebbero avuto salva la vita. Una leggenda narra che le lettere compongono un enigma che, se risolto, permette l’apertura di un passaggio segreto. Forse, chiudendo gli occhi e puntando il dito, suggeriscono la risposta ad una domanda inespressa; forse aiutano a predire il futuro.
Non so dire se queste lettere siano magiche ma mi hanno stregata: le osservo rapita cercando una logica nel loro ordine apparentemente casuale ed immaginando le storie che mi possono raccontare.

Città Sabbionara d’Avio

Provincia Trento

Regione Trentino-Alto Adige

Coordinate GPS 45°44′46.67″N 10°57′07.6″E

Come arrivare

In auto: da Trento. Autostrada del Brennero A 22 in direzione sud,  fino all’uscita Ala-Avio; proseguire su SP 90 seguendo le indicazioni per un paio di chilometri, fino a destinazione.

In treno: Stazione ferroviaria di Avio.

Cosa visitare nei dintorni

– Rovereto
– Riva del Garda
– Monte Baldo

Per saperne di più

È possibile trovare tutte le informazioni relative al castello di Sabbionara d’Avio sul sito internet: https://www.fondoambiente.it/luoghi/castello-di-avio.

Il castello di Sabbionara d’Avio è uno dei beni del FAI; trattano lo stesso argomento anche i seguenti articoli:
L’Abbazia di Sesto al Reghena (PN) – segnalato come luogo del cuore.
Villa del Balbianello (CO) – bene aperto al pubblico.
San Fruttuoso di Capodimonte (GE) – bene aperto al pubblico.
Il Bosco di San Francesco d’Assisi (PG) – bene aperto al pubblico.
Parco Villa Gregoriana a Tivoli (ROMA) – bene aperto al pubblico.
L’Abbazia di Santa Maria di Cerrate (LE) – bene aperto al pubblico.
I riflessi di Torre Mattoni (TA) – segnalato come luogo del cuore

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Il Castello di Sabbionara d’Avio è stato ritratto nella celebre serie filatelica i “Castelli d’Italia”. Se cerchi soggetti simili, potrebbero interessarti anche:
– 20 L. Castel del Monte, ad Andria
– 50 L. Rocca di Calascio, a L’Aquila
– 80 L. Castello di Sabbionara
– 180 L. Castel Gavone a Finalborgo
– 700 L. Castello d’Ivrea
– 850 L. Castello di Arechi, a Salerno
– Biglietto postale da 300 L. Castello della Rancia
– Cartolina postale da 500 L. Castello di Monselice
– Cartolina postale da 650 L. Castello di Acaya
– Valore complementare: 50 L. Castello di Scilla

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