Le marionette: piccole “Marie de tola” (VE)

Marie, Marione e Marionette

Le marionette raccontano la storia del loro nome.

Io non ho fili eppur sto in piè,
So camminar e so ballar,
Fili avevo ed or non più.
Eppur non cado giù!

Così cantava Pinocchio, il “burattino” più famoso della letteratura, nel film animato da Walt Disney. Pinocchio, in realtà, era una marionetta di legno, alla quale un tocco di magia aveva dato vita.
Da sempre le marionette mettono in scena spettacoli teatrali di figura; oggi ci raccontano una storia molto speciale.
Il 31 gennaio 828 le spoglie di San Marco arrivarono a Venezia, accolte dal doge Giustiniano Partecipazio, dal vescovo Orso e da tutta la città. Da allora e per molto tempo, la ricorrenza fu festa nazionale per la Repubblica Serenissima, festeggiata sia con una solenne processione, alla quale partecipavano tutte le cariche pubbliche, laiche e religiose, sia con la benedizione delle coppie che si sarebbero sposate entro l’anno, che si celebrava nella Cattedrale di San Pietro di Castello.
Trascorse un secolo. Quell’anno le celebrazioni sarebbero state allietate anche dai matrimoni di dodici giovani spose. Erano tutte bellissime, con i visi arrossati dall’emozione, le doti chiuse nelle arcelle accanto a loro ed i futuri mariti di fronte, uno accanto all’altro, sul lato opposto della navata.
Assisteva all’evento anche il Doge Pietro Candiano con un folto gruppo di patrizi. Per l’occasione tutti indossavano i loro abiti migliori ed i gioielli più preziosi.
All’improvviso, con gran baraonda, fece irruzione nella chiesa un gruppo di pirati Narentani armati fino ai denti. Fecero man bassa di tutto quello che poterono rubare, paramenti sacri compresi, ed uccisero chiunque tentò di opporsi. Infine rapirono le spose e scapparono a rotta di collo. Salirono sulle loro navi e fecero rotta verso il mare. Dapprima, attoniti, i Veneziani si “descantarono”: mentre alcuni si occupavano dei feriti e dei morti, altri si organizzarono, si armarono e si imbarcarono all’inseguimento dei pirati. Li raggiunsero a Caorle, nelle acque di Porto Santa Margherita, abbordarono le loro navi, li uccisero senza pietà e gettarono i loro corpi in mare, vendicando l’onore e l’orgoglio ferito, salvando le spose e riprendendosi le ricchezze sottratte.
Da quel giorno Porto Santa Margherita è chiamato anche “Porto delle Donzelle”.
La flotta veneziana rientrò vittoriosa a San Marco il 2 febbraio, accolta da gran giubilo e dalla riconoscenza del Doge, che volle premiare i più valorosi. I festeggiamenti ebbero luogo nella chiesa di Santa Maria Formosa, già addobbata per la celebrazione della Purificazione di Maria, nota anche come festa della Candelora.
Da quel giorno, per ricordare il salvataggio delle spose, nacque la tradizione della Festa delle Marie, durante la quale dodici fanciulle in età da marito, due per sestiere, scelte per la loro bellezza, venivano portate in processione in corteo nautico a San Pietro di Castello per ricevere la benedizione del Vescovo, poi a San Marco per ricevere la “benedizione” del Doge. Poi al corteo si aggiungevano il Bucintoro e gondole dorate e tutti proseguivano lungo il Canal Grande fino a Rialto, al Fontego dei Tedeschi. Al loro passaggio, dai balconi dei ricchi palazzi nobiliari uscivano grandi acclamazioni, che sovrastavano le note delle orchestrine. Le fanciulle erano vestite con abiti bellissimi, adornate con gioielli preziosi: alla loro dote provvedeva la Serenissima e si dice che fosse tale da permettere alle future spose di sistemarsi a vita.
Col tempo, queste gare di generosità arrivarono a costare delle vere fortune ed a destare invidie e gelosie e fu deciso di sostituire le Marie con altrettante “Marie de tola” o “Marione”: grandi statue lignee, vestite e ingioiellate.
I veneziani non apprezzarono il cambiamento ma i commercianti sì e presto gli ambulanti misero in vendita le “marionette”, riproduzioni più piccole delle “Marione”, fatte in legno con abiti di stoffa e gioielli di vetro, che presto si diffusero ovunque. Col tempo qualcuno le usò come ex-voto, altri ci giocarono, considerandole bambole. Non avevano fili ma ad un bravo artigiano bastava poco per “sistemarle”. Entrarono nelle rappresentazioni teatrali ed il loro nome è in uso ancora oggi.
Un ultimo inchino, quindi, e lasciamo che il sipario si chiuda su questa storia.

Città Venezia

Provincia Venezia

Regione Veneto

Coordinate GPS 45°26′17.66″N 12°20′12.23″E

Come arrivare

In auto: Venezia è facilmente raggiungibile con l’auto attraverso i collegamenti autostradali (A4 da Trieste e da Torino, A27 da Belluno, A13 da Bologna) e stradali (SS.309 Romea dalla costa Adriatica, SS.14 da Trieste, SS.13 da Treviso, SS.11 da Padova). Una volta giunti in prossimità della laguna si imbocca il Ponte della Libertà che collega in senso letterale la terraferma a Venezia. Le indicazioni per Venezia portano a Piazzale Roma, il punto più estremo a cui si può accedere con la macchina. Qui è necessario parcheggiare la propria vettura. L’alternativa è il grande parcheggio all’isola del Tronchetto, raggiungibile svoltando a destra dopo aver percorso il ponte translagunare. Dal Tronchetto si arriva a Venezia in pochissimi minuti, con il vaporetto o con il nuovissimo People Mover, che fa servizio di navetta fino a Piazzale Roma. Un’altra possibilità è quella di lasciare l’auto a Mestre – sia presso i parcheggi ubicati vicino all’ingresso del Ponte della Libertà che vicino alla Stazione Ferroviaria di Mestre – e raggiungere Venezia con i mezzi pubblici, sia autobus che treno.

In treno: Fermata Venezia Santa Lucia, poi proseguire a piedi o in vaporetto

Per saperne di più

La processione delle Marie è una delle manifestazioni del Carnevale di Venezia.

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