Il Corvo di Roccascalegna (CH)

Roccascalegna

Nel cuore dell’Abruzzo, in Val di Sangro, l’antico castello di Roccascalegna domina il suo borgo ed il territorio circostante dall’alto di uno sperone di roccia che sembra inaccessibile.

La prima tappa di questo cammino
comincia tra le case di un paesino
sgranato come i chicchi di un rosario
ch’ebbe tra i suoi avi un feudatario
normanno, svevo e poi anche angioino”.

Poche parole scritte in rima su una tegola, come rapide pennellate, tracciano i contorni del piccolo borgo antico dall’atmosfera suggestiva.
Qui a Roccascalegna ogni cosa è curata nei particolari: dai capelli della statua della Madonna nella chiesa di San Cosma e Damiano, agli animali dipinti sugli sportelli metallici dei contatori dell’elettricità e del gas, alle targhe con i numeri civici che riportano l’immagine del castello, la cui forma è talmente scenografica da sembrare un veliero che naviga tra flutti di pietra. Compare, insieme a Castel del Monte, anche nella locandina del film “Il racconto dei racconti” (“The Tale of Tales”) di Matteo Garrone ed è la prima immagine del trailer.
RoccascakegnaLungo la stretta via selciata che passa alla base della rupe, ogni scorcio è un colpo d’occhio di luce ed atmosfera: prima la prospettiva si allunga, chiusa tra case di pietra dove le nicchie sono colorate da vasi di fiori e piante; poi all’improvviso si apre su panorami dagli spazi infiniti sulla valle del Rio Secco. Da una parte le sfumature di campi coltivati, boschi, vegetazione selvaggia e montagne; dall’altra, una parete di roccia ed i terrazzamenti che fin dal medioevo venivano utilizzati per coltivare gli orti, i vigneti, gli ulivi. Tra i muretti di contenimento spuntano le pale legnose dei fichi d’india.
Infine, tra scale e salite, inizia l’ascesa verso il castello, che ci domina dall’alto, arroccato in cima alla rupe e chiuso nell’abbraccio del muro di cinta con le sue torri semicircolari di grandezza diversa e di epoca aragonese. RoccascalegnaInizialmente c’era solo una torretta di avvistamento, eretta tra l’XI ed il XII secolo dai Longobardi per controllare il territorio dall’avanzata dei Bizantini. Il resto del castello le fu costruito intorno, più volte rimaneggiato e fortificato fino all’aspetto attuale, risalente al XVI secolo, quando feudatari erano i d’Annecchino, soldati che erano stati al servizio di Giacomo Caldora.
Ecco la chiesa di San Pietro, poi il punto panoramico dedicato “al poeta ignoto”, infine la biglietteria: finalmente arriviamo ai piedi della scalinata d’accesso al castello, interamente scavata nella roccia e da affrontare rigorosamente con scarpe comode. È ripida, fatta di bassi scalini sconnessi che si succedono uno dopo l’altro fino all’entrata. È difficile pensarla come una comodità ma, quando fu realizzata, andò a sostituire una lunghissima scala a pioli di legno che collegava la torre del castello direttamente al paese, così come raffigurato nello stemma comunale.
RoccascalegnaOltre la scalinata si apre un cortile, sul quale si affacciano una cappella, la stanza delle armi, la prigione, l’accesso alle torri e altre rampe di scale per salire sempre più in alto, fino a dominare la Val di Sangro con un panorama mozzafiato a trecentosessanta gradi. Da quassù le strade sono piccole linee bianche nel verde selvaggio della natura e promettono nuove avventure alla scoperta del mondo.
Immersi in un profondo senso di pace e soddisfazione, sembra impossibile che qui si siano verificati fatti cruenti, come la rivolta e l’assassinio di Orazio Carafa, avido feudatario colpevole di aver angariato il suo popolo; o come la morte violenta del barone Corvo de Corvis, descritta in una leggenda che ancor oggi alimenta una storia di fantasmi.
RoccascalegnaSi narra che il Barone, nel 1646, ripristinò lo Ius Primae Noctis, che gli arrogava il diritto di reclamare per sé la prima notte di nozze delle novelle spose. Accadde che una di queste gli si rivoltò contro e dopo una furiosa lotta riuscì ad accoltellare il Barone al cuore. Secondo alcuni si trattava del marito di lei, travestitosi abilmente per salvare la sua amata. Il Barone, colto dalla sorpresa, dalla paura e dal dolore, indietreggiò fino a cadere dall’alto della sua torre e morì sfracellandosi al suolo. Poco prima di precipitare, con la mano insanguinata, toccò il muro, lasciando un’impronta che mai si cancellò, nonostante i numerosi tentativi di lavarla via. Solo il crollo della torre, avvenuto nel 1940, pose fine alla macabra testimonianza del delitto ma si narra che il fantasma del Barone sia ancora qui e si aggiri tra queste mura valutando con occhio attento le belle ragazze che salgono in visita al suo castello.

Città Roccascalegna

Provincia Chieti

Regione Abruzzo

Coordinate GPS 42°03′43.82″N 14°18′23.49″E

Come arrivare

In auto: da Chieti: Percorrere la SS 81, imboccare l’autostrada A 14 in direzione Bari, uscire a Val di Sangro, seguire la direzione Villa S. Maria, prendere la SS 652 Fondovalle Sangro e proseguire in direzione di Roccascalegna.

In autobus: Roccascalegno è servita dalla società di Trasporto Unico Abruzzese. Per maggiori informazioni su orari e costi è possibile consultare il sito internet: https://www.tuabruzzo.it/.

Cosa visitare nei dintorni

– Pescocostanzo (AQ)
– Lanciano (CH)

Per saperne di più

Per maggiori informazioni su Roccascalegna, è possibile consultare il sito internet: https://www.castelloroccascalegna.com/ e sul sito istituzionale del Comune: http://www.comuneroccascalegna.gov.it/index.php/turismo.

La tragica morte del Barone Corvo de Corvis, legata all’applicazione dello Ius Primae Notcis, ricorda la leggenda celebrata dal Carnevale di Ivrea e la tradizione rappresentata dalla Lachera di Rocca Grimalda. Se vuoi maggiori dettagli, puoi seguire i link agli articoli dedicati.

Giacomo o Jacopo Caldora fu un grande condottiero vissuto a cavallo tra il XIV ed il XV secolo. Le sue imprese influirono non poco sulle sorti dei territori abruzzesi e Pacentro lo ricorda in particolar modo. Se vuoi maggiori dettagli, puoi seguire il link.

Roccascalegna è uno dei borghi Bandiera arancione del TCI; se ne cerchi altri potrebbero interessarti anche gli articoli che ho raccolto nella sezione:
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Nel 2014 a Roccascalegna sono state girate alcune scene del film “Il racconto dei racconti” di Matteo Garrone. Se vuoi curiosare tra altre location cinematografiche, non perderti gli articoli raccolti nella sezione dedicata:
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