Il bacio di Ostia Antica (Roma)

Ostia Antica

Il Parco Archeologico di Ostia Antica racchiude una importante città romana che, nonostante i secoli di abbandono, si è conservata per raccontare la vita e l’arte.

Seduta sui gradoni del teatro di Ostia Antica, osservo i colori della città che si estende intorno a me: il rosso dei mattoni, il bianco di statue e colonne, il verde dei pini marittimi e dei cipressi, il marrone della terra ed il grigio chiaro delle pietre che lastricano le strade. Nell’aria c’è un vago sentore di resina ed una serena tranquillità.
Ostia Antica, teatroQuesto silenzio non le apparteneva: Ostia Antica era il porto della Capitale, un fiorente emporio commerciale fervente di attività ed una piccola Roma brulicante di vita. Al porto giungevano navi da tutto il Mediterraneo, portando merci che arrivavano da luoghi lontani ed esotici: l’ambra del Baltico per le sue proprietà magiche e curative, il lino egiziano per confezionare le tuniche, le grandi perle orientali per comporre preziose collane ambite dalle ricche matrone e perfino sete colorate provenienti dalla Cina.
Qui c’erano magazzini per lo stoccaggio delle merci e la conservazione delle derrate alimentari destinate a Roma; c’erano una miriade di officine e laboratori artigiani, centri abitativi, servizi pubblici, luoghi d’intrattenimento e di culto.
Un viaggiatore che fosse giunto fin qui avrebbe potuto rivolgersi ai “cisiarii” per noleggiare un mezzo di trasporto per persone e cose. Un mosaico in bianco e nero offre ancora oggi il catalogo dei carri disponibili a due o quattro ruote e degli “asini motore”. Nello stesso modo, gli armatori pubblicizzavano le loro navi, le rotte commerciali e la tipologia di merci che trattavano: ad esempio, il mosaico pavimentale che rappresenta un elefante richiama la vendita dell’avorio proveniente dall’Africa.
Ostia Antica, mosaico cisiariiIn generale, il “Piazzale delle Corporazioni” era limitato da un lungo porticato, all’interno del quale c’erano piccoli uffici, ciascuno con le proprie insegne.
Venditori ambulanti e botteghe artigiane occupavano i marciapiedi esponendo le proprie merci all’aperto ed attirando curiosi e compratori che, per il loro gran numero, rendevano difficoltosa la circolazione per la strada. Nel II secolo ad Ostia Antica vivevano più di cinquantamila persone; la gestione del traffico era tanto problematica che già dai tempi di Cesare un’ordinanza aveva vietato la circolazione dei carri all’interno della cinta urbana dall’alba al tramonto; facevano eccezione solo quelli autorizzati, dovendo trasportare i VIP dell’epoca.
Con un po’ di fatica, il nostro viaggiatore sarebbe finalmente arrivato all’incrocio tra il cardo ed il decumano principali, dove c’è il cuore del foro, il centro della vita sociale, politica ed economica.
Avrebbe potuto condurre i suoi affari perfino all’interno del grande complesso termale, luogo d’incontro frequentato da tutti i ceti sociali. I marmi a terra e le vasche erano riscaldati da un sistema di tubature in terracotta che trasportava il calore generato dalle fornaci poste negli ambienti al di sotto del livello del pavimento; l’effetto era piacevole e benefico.
Per ingraziarsi il favore degli déi avrebbe trovato qui i templi della triade capitolina, quelli dedicati a Mitra, una piccola basilica cristiana ed una sinagoga.
Quando avesse avuto fame, il nostro viaggiatore avrebbe potuto recarsi al “Thermopolium”, una tavola calda coperta da un alto soffitto a volta, con banconi di pietra per la mescita e la vendita del cibo ed una vasca per lavare le stoviglie utilizzate. Ancora oggi, sulla parete c’è il menù del giorno: carote, olive, uova sode ed una grossa rapa rossa piccante. Al posto del ketchup c’era il garum, una salsina fatta con le interiora di pesce.
Ostia Antica, ThermopoliumPoco lontana, la “forica”, i bagni pubblici. I sedili, uno accanto all’altro, senza divisorio né privacy, erano in marmo per una miglior igiene e scaricavano direttamente sulla fognatura.
Non mancavano neppure i consigli per andare bene di corpo, scherzosamente divulgati dai mosaici di una delle sale delle “Terme dei Sette Sapienti”. I saggi sono rappresentati seduti, con il loro nome scritto in alfabeto greco e sopra la loro testa una massima:

“VT BENE CACARET VENTREM PALPAVIT SOLON”
per defecare bene, Solone si massaggiò il ventre

“DVRVM CACANTES MONVIT VT NITANT THALES”
Talete esorta coloro che fanno fatica a defecare a sforzarsi

“VISSIRE TACITE CHILON DOCVIT SVBDOLVS”
L’abile Chilone insegnò come emettere peti senza fare rumore

Un dedalo di stradine e passaggi coperti ci porta a scoprire la zona delle “Insulae”, caseggiati alti fino a quattro o cinque piani. Poiché non esistevano gli ascensori, l’acqua corrente non arrivava su ed i piani alti erano costruiti in economia, con materiali più poveri e leggeri come il legno, lì abitavano i meno abbienti, spesso costretti ad ammassarsi e subaffittare letti di fortuna per coprire le spese dell’affitto.
Ostia AnticaAl piano terra, invece, c’erano giardini e ninfei con le fontane e cortili circondati da ampi porticati, spazi dove organizzare banchetti da godere stando adagiati sui triclini. Ci sono stanze affrescate con storie della mitologia, muse e divinità: Venere e Cupido, Giove che corteggia Ganimede, le muse insieme ad Apollo, vestito con una lunga cappa azzurra che gli scende sulle spalle.
I pittori romani che operarono ad Ostia Antica conoscevano già la prospettiva e spesso dipingevano i loro soggetti come se fossero quadri alla parete, quando invece tutta la parete era affrescata. I colori dominanti per gli sfondi sono il giallo ocra e il rosso pompeiano, che avrebbero riverberato alle fiamme dei lumi, creando ipnotici effetti di luce. Ogni stanza ha il proprio mosaico pavimentale, in bianco e nero o colorato, con motivi geometrici o scene di caccia o mostri marini.
Alcune stanze erano rivestite da pannelli di marmo e c’erano statue in abbondanza. Una in particolare ha dato il nome alla Domus di Amore e Psiche e si trovava nella camera da letto. Mi sono ritrovata a guardarla, rapita. La sua forza espressiva trasmette passione e intensità ed immortala quell’attimo subito prima del bacio, quando le labbra ancora non si sfiorano ma pregustano il preludio di qualcosa di magico.

Città Ostia, Via dei Romagnoli 717, 00119 Ostia Antica

Provincia Roma

Regione Lazio

Coordinate GPS 41°45′36″N 12°18′00″E

Come arrivare

In auto: da Roma. Percorrere la strada provinciale SP8 in direzione sud-ovest per una trentina di chilometri, fino a destinazione.

In treno: Stazione ferroviaria di Ostia Antica.

Cosa visitare nei dintorni

– Borgo di Ostia
– Castello di Giulio II
– Roma

Per saperne di più

È possibile trovare tutte le informazioni relative al Parco archeologico di Ostia Antica sul sito internet: https://www.ostiaantica.beniculturali.it/.
Ho trovato molte informazioni interessanti anche sul sito: https://www.romanoimpero.com/2010/05/ostia-antica.html

Il Parco archeologico di Ostia Antica è uno dei siti archeologici più importanti e meglio conservati; se vuoi approfondire le testimonianze lasciate dall’antica Roma, potrebbero interessarti anche i seguenti articoli:
Gli animali di Aquileia (UD)
L’ultimo abbraccio di Pompei (NA)

In generale, su questo sito c’è una sezione dedicata ai siti archeologici italiani visitabili:
https://www.travel-experience.it/category/piccoli-borghi/siti-archeologici/

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