Il Parco dei Mostri di Bomarzo (VT)

Il Parco dei Mostri di Bomarzo, bosco sacro di Bomarzo

Da bosco sacro a Parco dei Mostri, il giardino segreto del principe Vicino Orsini ha attraversato la storia per ispirare artisti di tutti i tempi.

Circa un milione di anni fa, i monti Cimini furono interessati da un’intensa attività vulcanica. Dalle crepe della crosta terrestre fuoriuscirono lava densa e viscosa ed altro materiale magmatico che, raffreddandosi e compattandosi, diedero forma ai rilievi di tufo e peperino che sono caratteristici della zona. Poi, l’instancabile azione dei corsi d’acqua scavò forre profonde e rigogliose, verdi di boschi e vegetazione selvaggia. Infine, l’azione erosiva degli agenti meteorologici fece staccare dai cigli delle colline enormi blocchi vulcanici, che rotolarono giù per i declivi.
Per secoli, come antichi animali dormienti, i grandi massi erratici giacquero nel bosco sacro di Bomarzo, ricoperti di muschi e licheni ed avvolti in un alone di fascino e mistero, fino a quando il principe Pierfrancesco Orsini, detto Vicino, non ne intuì le potenzialità.
Era il 1547 quando si rivolse all’architetto Pirro Ligorio, commissionandogli quello che nel tempo è diventato il “Parco dei Mostri” di Bomarzo. Scultori provenienti da ogni dove, con mazze e scalpelli riportarono alla luce le forme nascoste nella pietra, svelando animali, mostri, ninfe e divinità. In un trentennio realizzarono un immenso e magnifico giardino di delizia o, forse, un percorso iniziatico da attraversare risolvendo enigmi e superando insidie e pericoli, fino ad arrivare in alto, alla salvezza del tempietto.
Tu ch’entri qua […] dimmi poi se tante maraviglie sien fatte per inganno o pur per arte” recita un’iscrizione incisa su un basamento posto all’entrata del parco, dall’alto del quale una sfinge accoglie i visitatori.
Pochi passi lungo un sentiero ombroso di terra battuta ed iniziamo a scendere una scalinata di pietra, guidati dalle indicazioni ed attirati dal rumore di acqua che scorre.
Il Parco dei Mostri di Bomarzo, bosco sacro di BomarzoPresto incontriamo il colosso del parco, un gigante di quasi dieci metri impegnato in una lotta impietosa: tiene ancora per le gambe l’avversario che ormai ha atterrato e pare dilaniarlo. È la statua di Ercole che sconfigge Craco e rappresenta la lotta del bene contro il male. Si narra che la sua vista impressionò moltissimo il giovane Torquato Tasso, venuto qui in visita assieme al padre Bernardo, che era amico del Principe.
Più avanti c’è un’enorme tartaruga che tiene in equilibrio sul carapace un basamento, al di sopra del quale c’è una fanciulla con la veste scossa dal vento della velocità. Potrebbe essere la Fama o la Vittoria, che procede veloce sulla base di scelte equilibrate e mosse dettate dalla stabilità. La fissa dal basso un mostro marino, forse una balena o un’orca, che emerge da un torrente con le fauci spalancate, facendo mostra dei grossi denti aguzzi.
Di fronte c’è la fontana sulla quale Pegaso, il cavallo alato, sembra scalpitare. La sua forza e dinamismo rimasero impresse in Salvador Dalì, al punto che lo ritrasse nel suo dipinto “Le tentazioni di Sant’Antonio”.
Dopo un elegante ninfeo ed il teatro costruito ad immagine di quello teorizzato dall’umanista e filosofo Giulio Camillo, ecco la casa pendente, costruita su due piani; entrarvi è un’esperienza che dà le vertigini.
Il Parco dei Mostri di Bomarzo, bosco sacro di BomarzoDa qui il percorso riprende a salire per portarci dove “notte et giorno” poderose sentinelle sono “vigili et pronte a guardar d’ogni ingiuria questa fonte”, che rappresenta la vita ed ha la forma di un maestoso dio Nettuno che tiene in mano un delfino. Troviamo i guardiani impegnati nella lotta: un elefante, talmente forte da portare una torre sulla schiena, avvinghia con la proboscide, nell’atto di sollevarlo da terra, un legionario. Accanto, un drago tiene testa a due fiere mentre ne stringe una terza avvolgendola tra le spire della lunga coda sinuosa; si affrontano con le fauci aperte, pronti a mordere; sembra quasi di sentire i loro versi di sfida. La scena è talmente intensa che il pittore olandese Albert Carel Willink la ritrasse nel suo dipinto intitolato “De eeuwige schreeuw”, “L’eterno grido”.
Il Parco dei Mostri di Bomarzo, bosco sacro di BomarzoArriviamo così dinanzi all’orco, il simbolo del parco. Una scalinata di pietra conduce alla sua enorme bocca spalancata. Subito il pensiero vola alla porta dell’Inferno dantesca ma al suo interno non ci sono diavoli e dannati ma solo un tavolo di pietra. Là, dove Dalì si fece filmare seduto, con una candela accesa ai suoi piedi, fingendosi Geppetto nel ventre della balena, si attardano i visitatori per la foto di rito.
“Voi che pel mondo gite errando vaghi di veder meraviglie alte et stupende venite qua, dove son facce horrende, elefanti, leoni, orchi et draghi” è il messaggio scritto su una panca etrusca un po’ in disparte, poco oltre un grande vaso di Pandora.
Saliamo ancora per incontrare la dea Cerere che, materna, sparge pigne e ghiande affinché possiamo trarre forza e nutrimento per affrontare o tenere lontani i pericoli e le insidie rappresentate da arpie, leoni e sirene.
Il Parco dei Mostri di Bomarzo, bosco sacro di BomarzoLa salvezza è poco oltre, più in alto, in un elegante tempietto dedicato a Giulia Farnese, l’adorata sposa del principe Pierfrancesco Orsini, morta prematuramente ed alla quale egli dedicò il parco e le sue opere in un imperituro dono d’amore.
Solo per sfogar il core” recita un pilastro vicino al teatro, dove forse all’epoca iniziava la visita del parco.
Dopo la morte del Principe il complesso fu abbandonato ed andò in rovina. Tornò sotto i riflettori solo neol 1948, quando venne a visitarlo Salvador Dalì, e due anni dopo, quando Michelangelo Antonioni vi girò il cortometraggio “La villa dei Mostri”.
Nel 1954 fu acquistato all’asta dalla famiglia Bettini che lo fece restaurare, trasformando quello che era ormai diventato un campo di pannocchie e ricovero per armenti in questo luogo magico, dove mito e sogno si fondono, dove natura e fantasia lasciano briglie sciolte all’ispirazione.

Città Parco dei Mostri di Bomarzo

Provincia Viterbo

Regione Lazio

Coordinate GPS 42°29′29.88″N 12°14′51.27″E

Come arrivare

In auto: da Viterbo. Prendere la SS675 Superstrada Viterbo-Orte fino all’uscita di Bomarzo. Seguire le indicazioni prima per Bomarzo e poi per il bosco sacro.
Se invece si arriva dall’Autostrada A1, l’uscita è Attigliano; seguire le indicazioni prima per Bomarzo e poi per il bosco sacro.

In treno: La stazione ferroviaria più vicina è quella di Orte Scalo. Da qui partono gli autobus per Bomarzo.

In autobus: Bomarzo è servita dagli autobus della Cotral, Per informazioni su percorsi, orari e costi è possibile consultare il sito internet https://www.cotralspa.it/..

Cosa visitare nei dintorni

– Il centro di Bomarzo (VT)
– La piramide di Bomarzo (VT)
– Viterbo (VT)
– Vitorchiano (VT)

Per saperne di più

È possibile trovare molte informazioni sul Parco dei Mostri di Bomarzo sul sito ufficiale: https://www.sacrobosco.it/

Se ti appassionano i parchi a tema artistico, immersi nella natura, ne troverai altri in questa sezione:
https://www.travel-experience.it/category/idee/giardini-parchi/

Nel suo “Viaggio in Italia” (pubblicato nel 1957), Guido Piovene è stato anche al Parco dei Mostri di Bomarzo e lo racconta così: “Il giardino è sparito, la valle tornata al selvaggio; restano i mostri in abbandono, e vengono incontro improvvisi a chi passeggia per i campi. […] Un cane alza tre teste, si accuccia una pantera, un drago si arriccia lottando con un leone e una leonessa, una donna gigante guarda davanti a sé, un elefante, torre e soldato in groppa, stringe nella proboscide un altro soldato caduto, un Ercole sbrana un nemico divaricandogli le gambe. A un margine del prato una testa di mostro immette dentro una caverna per la bocca aperta; a un altro margine una casetta pendente…“.
Se vuoi riscoprire le ambientazione dei saggi e romanzi che potresti aver letto, non perderti gli articoli raccolti in questa sezione:
– https://www.travel-experience.it/category/romanzi/

Se vuoi vedere il cortometraggio “La Villa dei Mostri” di Michelangelo Antonioni, lo puoi trovare a questo link:
– https://www.youtube.com/watch?v=OxEosO4uLzQ

Nell’Archivio Storico Luce è presente il filmato del 1948 “Bomarzo: Salvador Dalì in visita nel famoso giardino”. Se vuoi vederlo, lo puoi trovare a questo link:
– https://patrimonio.archivioluce.com/luce-web/detail/IL5000010787/2/bomarzo-salvador-dali-visita-nel-famoso-giardino.html&jsonVal=

Al Parco dei Mostri di Bomarzo sono ambientati parte della storia “Dago Anno 12 – N° 10 – Il Parco Dei Mostri” ed il numero 133 di “MISTER NO – Il bosco sacro”. Se cerchi altre location di storie di fumetti, potrebbero interessarti anche i seguenti articoli:
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