Malpaga: il castello del Colleoni (BG)

Castello di Malpaga

Il ciclo di affreschi del castello di Malpaga è come un album di foto a colori che offre ricordi e particolari di importanti capitoli di storia rinascimentale.

Era una bella giornata di marzo del 1474 e fuori delle mura del castello di Malpaga si era radunata una gran folla. Il ponte levatoio era abbassato e tutto era pronto per una visita speciale. Re Cristiano I di Danimarca ed il suo seguito di duecento principi e cavalieri erano finalmente giunti, per una sosta di qualche giorno prima di riprendere il lungo viaggio che li avrebbe portati in pellegrinaggio fino a Roma. Bartolomeo Colleoni, Signore di Malpaga, era lì con la sua corte ad accoglierli, in sella ad un cavallo bianco, con la berretta capitanesca in mano in segno di saluto. Al di sopra delle teste sventolavano i vessilli con i leoni danesi ed i tre testicoli stilizzati, simbolo araldico della casata dei Colleoni; le Prealpi bergamasche facevano da sfondo.
Visita del Re Cristiano I di Danimarca al castello di MalpagaIn onore del regale ospite fu organizzato un torneo: al suono delle trombe degli araldi, i cavalieri partivano al galoppo con le lance in resta. Il pubblico femminile era raccolto nella loggia mentre i giudici assistevano da un baldacchino rosso, dove era esposto il drappo con il quale sarebbe stato premiato il vincitore. Sono molti gli elmi e le armature scintillanti che si intravedono sotto le tuniche colorate; anche i cavalli hanno ricche bardature.
A seguire fu organizzato un lauto banchetto proprio in questa sala, le cui pareti sono ricoperte da affreschi di Marcello Fogolino da Vicenza che, nel 1520, dipinse questa storia nei particolari; i commensali sedevano su sedie alla savonarola e vestivano abiti ricchi e preziosi gioielli. Tra le portate non poteva mancare la selvaggina, che il siniscalco smembrava con un coltello affilato ed un forchettone a due rebbi.
Dopo una battuta di caccia con falconieri, cacciatori e segugi, si tenne la premiazione del torneo nel cortile del castello. Bastano pochi passi per poter confrontare come appariva nel XV secolo e come è adesso.
Premiazione del torneo al castello di Malpaga, affrescoIl portico è pavimentato in cotto a spina di pesce mentre il centro del cortile è lastricato in modo da far confluire l’acqua piovana in un tombino per alimentare un pozzo alla veneziana ormai scomparso.
Le pareti sono come pagine di storia, affrescate nel XVI secolo per celebrare gli episodi che resero il Colleoni uno dei più grandi condottieri del Rinascimento italiano.
Si comincia sopra le tre arcate del portico, con la battaglia di Bergamo, del 1437, quando il biscione visconteo era arrivato a sventolare sotto le mura della città. Le truppe capitanate da Niccolò Piccinino avevano già messo a ferro e fuoco il borgo Pignolo ed erano già pronte ad avanzare ma l’arrivo del Colleoni con i suoi soldati le fermò. Da una parte la carica dei cavalieri e dall’altra l’avanzata dei fanti con le insegne bianche e rosse del Colleoni: al centro, in un ammasso di elmi ed armature, è rappresentata una battaglia violenta che durò ben otto giorni, fino alla ritirata dei milanesi. Sullo sfondo si vede la città di Bergamo, ancora priva delle famose mura venete, che furono costruite solo nel secolo seguente.
Affresco della Battaglia di Bergamo nel castello di MalpagaUna decina d’anni dopo, ecco la Battaglia di Borgomanero, affrescata sotto il portico, sulla sinistra. Ludovico di Savoia, fratello di Maria, vedova del duca di Milano, aveva attaccato il novarese, che era sotto il controllo di Francesco Sforza. Questi rispose inviando oltre un migliaio di cavalieri ad occupare Novara, in attesa dei rinforzi mandati dalla Serenissima, sua alleata.
Era il 22 aprile del 1449, quando i Piemontesi, guidati da Giacomo di Challant, decisero di muovere verso Borgomanero e si scontrarono con la cavalleria sforzesca, che vantava il Colleoni tra i generali. Fu una battaglia sanguinosa che ci concluse con la sconfitta dei Piemontesi, dei quali circa duemila morirono sul campo ed oltre mille furono fatti prigionieri. L’esito fu decisivo per stabilire una tregua tra il Duca di Savoia e Francesco Sforza, stabilendo che il fiume Sesia facesse da confine tra i loro possedimenti. La figura del Colleoni è rappresentato in groppa ad un cavallo bianco, con in mano il bastone del comando ed in testa la berretta rossa. Veste una tunica dorata sopra l’armatura; ha il naso leggermente adunco ed il mento volitivo.
Affresco del Colleoni al castello di MalpagaSu un’altra parete, in un affresco un po’ sbiadito, riconosco, dai quattro cavalli di bronzo, la Basilica di San Marco di Venezia. La folla assiste alla solenne cerimonia con la quale in doge Pasquale Malipiero nomina Bartolomeo Colleoni Capitano Generale della Serenissima. Era il 24 maggio 1458. Dalla lunetta sopra la porta della basilica, Dio, rappresentato con un folta barba bianca, assiste e benedice.
Trascorrono altri dieci anni e si combatte la battaglia campale della Riccardina, affrescata su tutta la parete centrale del portico. Pare che l’affresco sia del Romanino. Affreschi del castello di MalpagaIl Colleoni schierava quattordicimila soldati al fianco dei fuoriusciti fiorentini cacciati da Cosimo de’ Medici, desiderosi di vendicarsi e di tornare in patria da vincitori. Gli avversari vantavano un esercito di tredicimila soldati riunito da Piero de’ Medici ed i suoi numerosi e potenti alleati e comandato da Federico da Montefeltro, duca d’Urbino. Il torrente Idice scorre tra gli schieramenti di cavalieri intenti a combattere. Altri, al galoppo, si aggiungono alla mischia, sotto lo sguardo attento dei capitani. Il Colleoni, in basso a sinistra, è circondato da Gerardo, Gaspare e Jacopo Martinengo, suoi generi. Alle spingarde, armi da fuoco usate dalle truppe del duca d’Urbino, il Colleoni contrappose l’”artiglieria mobile”, facendo montare i cannoni sui carri.
Era il 25 luglio del 1467. Lo scontro proseguì per tutto il giorno e fin oltre l’imbrunire, tanto che si dovettero accendere delle torce per distinguere gli amici dai nemici. Non ci furono vincitori né vinti e, come raffigurato sulla parete accanto, l’anno dopo papa Paolo II dichiarò ufficialmente la pace: a oriente c’era il crescente pericolo dei turchi, contro i quali era necessario essere uniti.
Sopra la scalinata ci sono altre stanze e logge con affreschi più antichi, forse commissionati dallo stesso Colleoni ad artisti francesi. Cavalieri, dame, re, allegorie, paesaggi e castelli raccontano la sua vita in veste di uomo e padre. È un mondo colorato e lontano fatto di stanze a lungo rimaste silenziose e che aspettano nuovi visitatori per offrirsi come pagine di un libro da sfogliare.

Città Malpaga

Provincia Bergamo

Regione Lombardia

Coordinate GPS 45°37′01″N 9°45′31″E

Come arrivare

In auto: da Bergamo o Milano. Seguire l’autostrada A4 in direzione est fino all’uscita di Seriate. Dopo il casello girare a sinistra e seguire la segnaletica che indica il castello. C’è un comodo parcheggio proprio all’inizio del paese.

Cosa visitare nei dintorni

– Bergamo
Crespi d’Adda (BG)
– Soncino (CR)

Per saperne di più

È possibile trovare tutte le informazioni relative al Castello di Malpaga ed agli eventi che lo riguardano sul sito https://www.castellodipadernello.it/it/.

Circa 45 km a ovest c’è il castello di Padernello, legato alla famiglia Martinengo, imparentata col Colleoni.
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Nell’affresco della premiazione del torneo c’è un personaggio scuro che si cela dietro una colonna; potrebbe essere il traditore Ambrogio Vismara, arrestato dopo aver cercato di avvelenare il Colleoni. Fu torturato per fargli confessare complici e mandanti e giustiziato nel castello. Si dice che il suo fantasma vaghi ancora lì.
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