La Befana vien di notte

La Befana: la vecchina più amata dai bambini, raccontata attraverso filastrocche, feste ed antiche tradizioni.

Ricordo quando, da bambina, la notte tra il 5 ed il 6 gennaio mi sforzavo di resistere al sonno per vedere la Befana. Non ci sono mai riuscita ma, al risveglio, ho sempre trovato una calza piena di dolciumi e caramelle appesa alla stufa.
Neppure i miei genitori l’hanno mai vista: quando erano ancora piccoli, era la Befana a portare loro i doni e non Babbo Natale.
In “La freccia azzurra”, Gianni Rodari la descrive come “una vecchia signora molto distinta e nobile: era quasi baronessa”, un’imprenditrice piena di energia che gestisce una bottega di giocattoli, tiene in ordine il registro dei conti ed allestisce la vetrina con i “giocattoli di moda”, per i quali ella “ha un fiuto speciale”.
Secondo alcuni, il negozio della Befana potrebbe essere a Roma, vicino a Piazza Navona ma c’è chi dice si trovi ad Urbania.
Secondo la tradizione, la Befana è una vecchia signora un po’ ingobbita, con i capelli ingrigiti e scarmigliati, il naso adunco e le dita nodose, capace di volare a cavallo di una scopa di saggina. Dalla descrizione potrebbe sembrare una brutta strega, se non fosse che in testa non porta il classico cappello a punta e larghe falde ma un fazzoletto legato sotto il mento; non ha un mantello ma un caldo scialle di lana da lei stessa sferruzzato. Il suo viso è addolcito da un gran sorriso sdentato.

Foto tratta dal film “La Befana vien di notte” con Paola Cortellesi

Dalle filastrocche, sappiamo che “ha le scarpe tutte rotte” e “calze rosse e gialle”; “le toppe alla sottana” sono state trasformate dal regime fascista in “vestito alla romana”, poi diventato “cappello alla romana”.
Come Babbo Natale, riceve tantissime letterine dai bambini, ha una governante o degli aiutanti, vola durante la notte che precede la sua festa, entra nelle case attraverso il camino e visita i bambini. Porta loro dei doni in gerle di vimini o sacchi di iuta talmente sformati da sembrare calzettoni. I bimbi buoni vi trovano dolci e piccoli giocattoli; quelli cattivi del carbone o cenere, simbolo di penitenza, un bastone o dell’aglio, a seconda del luogo nel quale si trovano.
Secondo alcuni, la calza della Befana ricorderebbe una cornucopia, simbolo ben augurante di abbondanza, così come la sua figura rimanderebbe ad antichi riti propiziatori pagani che celebravano l’agricoltura ed i cicli stagionali della natura. La vecchiezza della Befana simboleggerebbe quindi l’anno appena passato o il lungo e freddo inverno; in molte zone del nord Italia, la stessa tradizione avrebbe dato vita ai falò nei quali “si brucia la vecchia” alla fine di gennaio.
Il suo nome deriva dalla storpiatura di “Epifania”, festività religiosa alla quale ella è legata da una leggenda del XII secolo, che racconta di una notte quando i tre Re Magi, diretti a Betlemme, incontrarono una povera vecchina: le chiesero indicazioni e la invitarono a seguirli e portare un dono a Gesù Bambino ma ella rifiutò, temendo la fatica di un lungo viaggio ed il freddo dell’inverno. Pentitasi, dopo aver raccolto tanti regali in un grande sacco e avvolta nel pesante scialle di lana, ella uscì a cercarli. Pur bussando di casa in casa, non riuscì a trovarli ma consegnò i doni ai bambini che trovava e da allora ripete il suo gesto ogni anno.

Per saperne di più

Alla Befana sono state dedicate poesie e filastrocche. Se ne vuoi leggere qualcuna, ti consiglio il sito internet: https://www.filastrocche.it/nostalgici/natale/befana.htm.

Alla Befana sono stati dedicati cartoni animati e film; uno dei più recenti, del 2018, si intitola “La Befana vien di notte”, con Paola Cortellesi, regia di Michele Soavi .
Il prequel è uscito nel 2021, si intitola “La Befana vien di notte II – Le origini” e vanta un cast d’eccezione con Monica Bellucci, Corrado Guzzanti e Fabio De Luigi, regia di Paola Randi.
Se vuoi riscoprire i soggetti o le ambientazioni che hanno ispirato registi e sceneggiatori, non perderti gli articoli raccolti in questa sezione:
Storie e film

Ho trovato molte informazioni sulla Befana romana nel sito https://roma.cityrumors.it/roma-capitale/col-cappello-alla-romana-viva-viva-la-befana.html.
Tuttavia, c’è chi dice che ora la Befana viva ad Urbania e, se non ci credi, ti consiglio di leggere:
La Befana vive ad Urbania (PU)

Se vuoi scoprire perché nel varesotto il dolce tipico di questa festa ha la forma di un cammello o quali altre feste si festeggino in questo periodo, non perderti la sezione:
Epifania

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