Il Maggiore di Verbania (VB)

Sulla sponda piemontese del Lago Maggiore, nel verde comune di Verbania, nel giugno del 2016 è stato inaugurato il nuovissimo teatro “Maggiore”. Le sue forme “arrotondate e morbide” e le tecniche costruttive innovative dimostrano come la tecnologia e la bellezza possono trovare ispirazione nella natura.

Sembrano sassi enormi, adagiati sulla sponda sabbiosa del Lago Maggiore, vicino al punto in cui il torrente San Bernardino si immette nel lago portando con sé piccoli ciottoli e detriti. Si specchiano sulle acque ancora basse e placide del lago; la loro immagine riflessa è increspata da onde lievi. Sono quattro grandi “volumi piuttosto arrotondati e morbidi, affiancati l’uno all’altro e raccordati dal grande volume parallelepipedo più regolare e puro”: così li descrive Federico Bargone, co-fondatore dello studio S. B. Arch. Bargone, che con il suo studio ha lavorato al progetto con l’architetto madrileno Salvador Perez Arroyo . Sono gli elementi che compongono il Centro Eventi Multifunzionale di Verbania, un complesso architettonico contemporaneo e all’avanguardia, una gigantesca scultura ed opera d’arte moderna, un “contenitore funzionale” che ospita il “Maggiore”, il teatro di Verbania.
La “purezza” del parallelepipedo è sottolineata dalla facciata a specchio che “deve assomigliare a un cristallo e richiamare l’idea di un minerale prezioso, in armonia con il verde circostante”. Vi si accede salendo una breve scalinata dalla cui sommità è possibile ammirare la bellezza del panorama del Lago Maggiore perfettamente riflesso sulla superficie di vetro della parete. I colori saturi e la freschezza dell’aria invitano ad una breve sosta contemplativa.Lo sguardo abbraccia l’orizzonte vasto fino all’altra sponda, quella lombarda, sulla quale si intravede la sagoma di Laveno che spicca nel verde del monte Sasso di Ferro alle sue spalle. È facile immaginare di assistere a spettacoli all’aperto dagli ampi gradoni che degradano verso la sponda del lago.
Varcando una delle porte che si aprono nella parete del parallelepipedo si accede ad una grande sala conferenze polifunzionale. Da qui la parete in vetro, trasparente, continua e senza cornici, permette di seguitare ad ammirare il panorama stando comodamente seduti; in alternativa da qui è possibile accedere agli altri spazi contenuti all’interno dei “Sassi”. Il primo è il “Sasso Due” che presenta una sala utilizzabile come spazio espositivo e dal quale si può accedere alla sala teatrale nel “Sasso Tre”, dove oltre cinquecento spettatori possono trovare posto nei seggiolini a scomparsa. Lo schermo ed il proiettore permettono di utilizzare questa sala per gli appuntamenti cinematografici, mentre l’ampio palcoscenico, con torre scenica alta sedici metri e la fossa per gli orchestrali ben si presta per la fruizione di concerti e spettacoli teatrali. Nel “Sasso Quattro” ci sono camerini, lo sale prove e uno “Spazio Giovani”. Il sasso più a sinistra è il “Sasso Uno” e ospita al piano terra un bar ed ha una scala che permette di salire al secondo livello, dove lo spazio di circa cento metri quadrati può essere usato come sala espositiva. Il piano terra del “Sasso Due” ospita un ampio foyer di ingresso. Il sistema è realizzato con piattaforme mobili, in modo da poter allestire gli spazi in base alla necessità: ci sono uffici, spazi di servizio e perfino un ristorante con terrazza panoramica.
Camminando lungo il perimetro dei “Sassi” è visibile l’assito di tavole di abete che disegnano forme geometriche che catturano l’occhio dei fotografi.L’architetto Arroyo racconta che: “Senza le moderne tecnologie sarebbe stato impossibile realizzare il progetto. Ci sono nuclei di calcestruzzo che si uniscono a legno lamellare, travi in metallo e altri materiali per l’impermeabilizzazione. È come una cipolla: si lavora a strati, imitando la natura che è il filo conduttore dell’opera”. Un edificio che è stato progettato per essere “Un’opera d’arte moderna e avveniristica che sarà ricordata da chi visita la città o arriva per assistere a qualche evento. Un posto bello non si dimentica e per Verbania sarà un biglietto da visita”. Lo sarà davvero? Tra polemiche e commenti soddisfatti il teatro Maggiore fa parlare di sé per le tecniche di costruzione innovative e per le forme armoniose realizzate con linee sinuose ed eleganti, inserite nel verde contesto naturalistico della sponda piemontese del Lago Maggiore: una perla paesaggistica tra le più belle dell’Italia settentrionale.

Città Verbania

Provincia Verbano-Cusio-Ossola

Regione Piemonte

Coordinate GPS 45°56′N 8°32′E

Come arrivare

In auto: da Gravellona Toce. Strada Statale SS34 del Lago Maggiore, seguire la strada statale per una decina di chilometri. Poco prima del ponte che attraversa il torrente di San Bernardino girare a destra in via San Bernardino. Il teatro è visibile oltre la curva a poche decine di metri.

In treno: la stazione ferroviaria più vicina è quella di Verbania Pallanza, sulla linea Milano-Domodossola.

In autobus: Intra e Verbania sono servite dalla società Vco Trasporti Srl. Per informazioni sulle linee, orari e tariffe è possibile consultare il sito: http://www.vcotrasporti.it/it/orari.php

In battello: l’attracco più vicino è quello di Intra (Verbania), sul lago Maggiore, collegato da società di NavigazioneLaghi. Per informazioni su costi e orari è possibile consultare il sito: http://www.navigazionelaghi.it/ita/m_localita.html

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