La Madonna della Salute (VE)

Basilica della Madonna della Salute di Venezia

Ogni anno, da quasi quattro secoli, Venezia festeggia la Madonna della Salute il 21 novembre.

Il sole è tramontato da un pezzo, tingendo d’inchiostro il cielo e la laguna.
Sul Canal Grande c’è un quarto ponte, quello votivo, fatto di legno, con i pilastri poggiati su barche. Non ha gradini ed è abbastanza alto da permettere alle imbarcazioni di passarci sotto. Lo si vede in lontananza dal ponte dell’Accademia ma il punto di osservazione migliore è il vicino imbarcadero di Santa Maria del Giglio, dove mi sono appostata per scattare qualche foto.
Da qui il ponte votivo è in primo piano, già affollato di persone, come nei dipinti di Francesco Guardi e Luca Carlevarijs, famosi pittori vedutisti settecenteschi. Quasi tutte sono dirette alla Basilica di Santa Maria della Salute, anch’essa ben visibile da qui: l’elegante Palazzo Genovese ne nasconde in parte la facciata ma non la cupola maestosa, con in cima la lanterna sorretta da otto pinnacoli e la statua dell’Immacolata con in capo la corona a dodici stelle ed in mano il bastone del “Capitano da mar”.
Ponte Votivo e Basilica della Madonna della Salute visti da Santa Maria del GiglioDecido di dirigermi lì anch’io mentre dagli altoparlanti, disposti lungo il percorso e presieduti da volontari, risuonano le parole pronunciate dal Patriarca, che guida la processione dei giovani partita da Campo San Maurizio.
Maria, Madonna della Salute, guida i nostri passi”.
Mi fermo più o meno a metà del ponte votivo per affacciarmi al parapetto e guardarmi intorno. Alle mie spalle c’è Palazzo Gritti e da uno dei suoi balconi si affacciò Woody Allen nel film “Tutti dicono I Love You”, del 1996. Di fronte a me, a sinistra, la facciata della Salute è in restauro ma la sua immagine è viva nella memoria; sulla destra c’è Ca’ Dario, bella e maledetta, tristemente famosa perché, secondo una leggenda, i suoi proprietari sarebbero destinati a fare bancarotta o a morire di morte violenta.
Di colpo le parole delle preghiere diffuse dagli altoparlanti si mescolano al profumo inconfondibile di frittelle e zucchero filato e mi avvolgono i ricordi di dolciumi e palloncini colorati e bancarelle con piramidi di barattoli di miele e candele. Molto prima di comprendere il significato della festa religiosa, il 21 novembre per me era un giorno speciale perché non sarei andata a scuola ma alla Salute, percorrendo quello strano ponte senza gradini, per mano al mio papà.
Il ponte votivo e la Basilica della Madonna della Salute visti dal ponte dell'AccademiaLa tradizione veneziana risale al 1630, l’anno della peste manzoniana.
Era giugno quando l’Ambasciatore del ducato di Mantova giunse a Venezia a chiedere aiuti alimentari per far fronte alla carestia ed all’epidemia di peste bubbonica che stavano decimando la popolazione della sua città. Fu messo in quarantena sull’isola di San Servolo ma bastò il contatto con alcune maestranze locali, forse un falegname di Campo San Vio, per portare il morbo in città.
A nulla servirono le disposizioni emanate dai Provveditori alla Sanità, né i rimedi proposti dai cerusici, tra i quali bere la propria urina al comparire dei primi sintomi della malattia. La peste continuava a diffondersi, mietendo decine di migliaia di vittime.
Si diffuse la notizia di un miracolo, l’apparizione della Madonna in sogno ad una popolana del sestiere di Castello, e di come il dipinto di Maria insieme a San Rocco e San Sebastiano avesse impedito al male di oltrepassare il sotoportego di Corte Nova (o Zorzi), fermandolo sopra una pietra divenuta rossa per l’orrore e salvando gli abitanti della corte adiacente.
Il patriarca Giovanni Tiepolo organizzò una solenne processione: per tre giorni e tre notti tutti i veneziani superstiti, il doge Nicolò Contarini con patrizi e popolani insieme, girarono intorno a Piazza San Marco con fiaccole e statue votive, intonando inni e preghiere. Fu fatto il voto solenne di erigere e dedicare un nuovo santuario a Santa Maria della Salute nel caso in cui questa avesse salvato Venezia dalla morte, “et ch’ogni anno nel giorno che questa Città sarà pubblicata libera dal presente male, Sua Serenità et li Successori Suoi anderanno solennemente col Senato a visitar la medesima Chiesa a perpetua memoria della Pubblica gratitudine di tanto beneficio”.
Il miracolo si avverò e la Serenissima mantenne la sua promessa. Pochi giorni dopo la processione i contagi e le morti prima diminuirono e poi cessarono e la basilica della Madonna della Salute fu costruita bellissima e barocca in stile palladiano, vicino alla punta della dogana, proprio di fronte a Piazza San Marco su progetto di Baldassare Longhena.
Madonna della Salute e Punta della DoganaDa allora, ogni anno, il 21 novembre, i Veneziani festeggiano la Salute e si recano alla basilica ad accendere un cero, di solito comprato tra le bancherelle allestite per l’evento. Si raccolgono in preghiera di fronte all’altare maggiore, disegnato dal Longhena stesso e realizzato dall’artista fiammingo Just Le Court. Sulla sommità c’è Maria in piedi su una nuvola, con il Bambin Gesù paffuto in braccio. Ella tende benevola la mano verso una nobile fanciulla inginocchiata e supplice, che rappresenta Venezia. La guarda la peste, una brutta vecchia posta di lato, che scappa via spaventata, volgendole le spalle mentre viene pungolata con una fiaccola da un angelo.
Ai nostri giorni, sarebbe bello vedere il Covid fuggire nello stesso modo.

Città Venezia

Provincia Venezia

Regione Veneto

Coordinate GPS 45°25′51.44″N 12°20′13.02″E

Come arrivare

In auto: Venezia è facilmente raggiungibile con l’auto attraverso i collegamenti autostradali (A4 da Trieste e da Torino, A27 da Belluno, A13 da Bologna) e stradali (SS.309 Romea dalla costa Adriatica, SS.14 da Trieste, SS.13 da Treviso, SS.11 da Padova). Una volta giunti in prossimità della laguna si imbocca il Ponte della Libertà che collega in senso letterale la terraferma a Venezia. Le indicazioni per Venezia portano a Piazzale Roma, il punto più estremo a cui si può accedere con la macchina. Qui è necessario parcheggiare la propria vettura. L’alternativa è il grande parcheggio all’isola del Tronchetto, raggiungibile svoltando a destra dopo aver percorso il ponte translagunare. Dal Tronchetto si arriva a Venezia in pochissimi minuti, con il vaporetto o con il nuovissimo People Mover, che fa servizio di navetta fino a Piazzale Roma. Un’altra possibilità è quella di lasciare l’auto a Mestre – sia presso i parcheggi ubicati vicino all’ingresso del Ponte della Libertà che vicino alla Stazione Ferroviaria di Mestre – e raggiungere Venezia con i mezzi pubblici, sia autobus che treno.

In treno: Fermata Venezia Santa Lucia.

In vaporetto: Linea 1: Salute.

Cosa visitare nei dintorni

– La Punta della Dogana
– La Collezione Peggy Guggenheim
– Il Ponte e la Galleria dell’Accademia
– Venezia TUTTA!!!

Per saperne di più

È possibile trovare tutte le informazioni relative alla Basilica della Salute ed alle celebrazioni che vi si tengono nel sito: https://basilicasalutevenezia.it/

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– La cripta di San Simeon Piccolo (VE)

Aldani si incamminò a passo veneziano verso campo Santo Stefano, poi deviò verso campo San Maurizio e infine sbucò in campo Santa Maria del Giglio. Nella strettoia che si affacciava sul Canal Grande si dipartiva un grande ponte affollato. Attraversava la via d’acqua poggiando su otto barconi galleggianti e aveva una curvatura alquanto pronunciata, visto che sotto l’arcata centrale durante tutta la settimana dei festeggiamenti dovevano continuare a transitare vaporetti e motoscafi. Dalla sommità la vista sulla chiesa era ideale“. Così Michele Catozzi racconta l’avvicinamento al ponte di barche allestito per la festa della Madonna della Salute nel suo romanzo “Muro di nebbia”. Se vuoi vedere con i tuoi occhi i luoghi descritti nelle pagine di un libro, potrebbero interessarti anche gli articoli raccolti nella sezione:
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