Castel Coira (BZ)

Castel Coira

Castel Coira domina Sluderno dall’alto, all’imboccatura della Val Mazia, una delle valli laterali della Val Venosta. Dimora dei conti Trapp da oltre cinque secoli, è uno dei castelli meglio conservati dell’Alto Adige.

Imbragati nei loro paracadute, Paperino e Paperoga piovono dal cielo su Castel Coira; lo osservano dall’alto e notano che su una torre sventola la bandiera dei Trapp, segno che il Conte è a casa. Hanno una missione segreta da svolgere e per questo la discrezione è essenziale; entrano nel castello mescolandosi tra i turisti.
Castel Coira

– “Siamo in un chiostro risalente al secolo… BLA BLA BLA… Sui capitelli gli stemmi dei Trapp… BLA, BLA, BLA…” – la guida prosegue raccontando la storia della casata mentre Paperoga continua a starnutire.

Come nella storia “Paperino & Paperoga nella notte senza luna” (luglio 2010, topolino 2849), siamo anche noi, ad osservare, rapiti, le decorazioni della loggia cinquecentesca. Il soffitto è ricoperto dal dipinto di un albero, ricco di foglie verdi e di mele cotogne gialle. L’albero corre lungo tutto il loggiato e rappresenta la genealogia dei padroni di casa. Parte dal patriarca Laurentius, lungo la parete meridionale della loggia e prosegue per tre secoli, fin quando il ramo dei conti di Matsch si estingue e si unisce per matrimonio a quello dei conti di Trapp, nel 1504. Un nuovo ramo prolifico e rigoglioso rappresenta quindi la stirpe dei nuovi signori del castello, che ne sono ancora in possesso e vi soggiornano con la bella stagione, quando aprono la loro dimora al pubblico.
Lungo le pareti ci sono animali fantastici ed altri usciti dalle favole di Esopo e Fedro, come la volpe e la cicogna. Secondo una leggenda, furono dipinti da Matthaus Gaudenz di Matsch, quando era ancora un bambino.
Castel CoiraRecatosi nella vicina val Mazia, incontrò gli animali del bosco che gli raccontarono storie fantastiche in cambio del patto che il giovane Conte vietasse la caccia. L’ispirazione nata da quelle storie continua a far sognare.
Ecco, c’è dipinto anche un giullare intento a covare mentre dalle uova schiuse escono piccoli buffoni; altri fanno capriole e volteggi, allestendo uno spettacolo al quale dà le spalle il personaggio dal naso aquilino e lunghi baffi, scolpito su una delle sedici colonne di marmo del loggiato. Queste sono tutte diverse tra loro e recano sui capitelli gli stemmi delle famiglie che si sono imparentate con i conti di Mazia ed i Trapp.
Seguiamo la nostra guida all’interno della “Stanza di Giacomo”. Jakob VII, Conte di Trapp, è colui che trasformò il castello, costruito nel 1260, in una splendida residenza rinascimentale, con l’aggiunta di bastioni, giardini, terrazze, una cappella rinascimentale e splendidi cicli di affreschi. Ci accoglie la sua statua in legno, a grandezza naturale, accanto al quale è esposto il mantello che indossò quando andò in Terra Santa. La stanza è riccamente ornata con la figura di Giove che emerge dall’imponente soffitto di legno a cassettoni e su un basso rilievo sopra la porta di entrata.
Ci sono allegorie che rappresentano le stagioni sulla parte alta delle pareti e giovani servitori e puttini dipinti sull’intradosso delle porte e delle finestre che ci fanno pensare che questa, un tempo, potesse essere una sala da pranzo.
C’è anche un insolito strumento musicale da tavolo, di legno, intarsiato. Con un certo orgoglio la nostra guida ci svela che si tratta di un armonium, un raro tipo di organo, commissionato in baviera nel 1559 e l’unico in tutto l’arco alpino a disporre ancora delle canne di peltro originali. Potrebbe ancora suonare.
La visita prosegue tra sorprese ed aneddoti finché non arriviamo davanti ad un portone che si apre per mezzo di una pesante chiave effettivamente degna di un castellano. Al di là c’è un esercito silenzioso ed immobile che ci osserva da dietro le visiere abbassate. Disposte lungo le pareti ci sono cinquanta armature intere, appartenute ai conti Matsch e Trapp. Quella con l’elmo a becco ed il panno rosso è la più antica, risalente al 1365. C’è anche l’armatura di un gigante alto più di due metri: solo a guardarla mette soggezione.
Il campione indiscusso della scena è Giacomo VI, in sella al suo destriero, con la lancia in alto. Impavido e sicuro di sé, sembra raccogliere gli sguardi di ammirazione del suo pubblico prima di lanciarsi in un duello al quale dame e cavalieri di altri tempi hanno assistito.

Città Sluderno

Provincia Bolzano

Regione Trentino-Alto Adige

Coordinate GPS 46°39′48″N 10°35′19.2″E

Come arrivare

In auto: da Merano. Si segue la SS38, la Strada Statale dello Stelvio, detta anche Via Venosta, lungo la Valle dell’Adige, in direzione del passo Resia, fino a Sluderno.

In treno: da Merano. Ferrovia della Val Venosta in direzione Malles, stazione di Sluderno.

Cosa visitare nei dintorni

– Silandro (BZ)
Glorenza (BZ)
Il castello di Castelbello (BZ)

Per saperne di più

È possibile trovare tutte le informazioni relative al castello di Castel Coira sul sito: http://www.churburg.com/it/.

All’interno del castello di Castel Coira non è possibile scattare foto; ho trovato questo bel video che lo descrive: https://www.youtube.com/watch?v=FetIjcudW1o.

Se ti appassionano i castelli , in questa sezione sono raccolti gli articoli su castelli, rocche e fortezze italiane visitabili:
– https://www.travel-experience.it/category/idee/castelli/

A Castel Coira è ambientata parte della storia “Paperino & Paperoga nella notte senza luna”, pubblicata nel luglio 2010 con il numero 2849 di Topolino. Se cerchi altre location di storie di fumetti, potrebbe interessarti anche il seguente articolo:
– Varigotti : il borgo dei pirati (SV)

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