Il nuovo T-Fondaco di Venezia

Da antico magazzino per le merci a centro commerciale di lusso: l’antico Fontego dei Tedeschi si è rinnovato nel nome e nel design, pur restando uno dei palazzi cinquecenteschi più eleganti di Venezia.

Ricordo quando il Fontego dei Tedeschi era la sede centrale delle Poste Italiane a Venezia. Lì hanno lavorato entrambi i miei genitori.
Varcata la soglia del portone centrale si entrava in un cortile interno coperto da un lucernario, pavimentato in cotto a spina di pesce, con una vera da pozzo centrale. Ai quattro lati del cortile impreziosito dal portico con arcate su tre piani e sulle cui colonne sono ancora visibili incisioni vecchie di secoli, c’erano gli sportelli aperti al pubblico, tra i quali quello filatelico, che esponeva i francobolli italiani emessi nel corso dell’anno.
Sul lato opposto all’entrata c’era un grande portone che non potevo varcare perché dava direttamente alla pedana sul Canal Grande dove i barconi chiamati lance caricavano e scaricavano la posta ed i pacchi.
Il palazzo aveva un che di antico e senza tempo, vivo per il continuo andirivieni di impiegati ed esterni, eppure immutabile.
Storicamente era un magazzino per le merci dei mercanti tedeschi che usavano il palazzo come base per i commerci in città.
Dopo l’incendio del 1505, i Veneziani lo ricostruirono più bello di prima; i lavori durarono meno di cinque anni e il  Giorgione e Tiziano ne impreziosirono la facciata.
Vi si tenevano feste in maschera; per molti anni si parlò di quella durata ininterrottamente per tre giorni e tre notti prima dell’inizio del carnevale.
Come gli altri fonteghi della città, anche questo fu soppresso con la caduta della Repubblica nel 1797. È stato a lungo di proprietà delle Poste Italiane, fino al 2008, quando fu ceduto al gruppo Benetton che ne decise la riconversione in centro commerciale dotato anche di un polo culturale.
Foto Cortile T-fondaco di Venezia
Dal 1 ottobre 2016 il “Fontego dei Tedeschi” è diventato il “T-Fondaco”; è stato inaugurato con una festa in maschera come da tradizione ma la vera da pozzo è stata spostata ed i mattoni in cotto sono stati sostituiti da lastre rosse e bianche che disegnano motivi geometrici nel cortile. Non ci sono più gli sportelli aperti al pubblico ma boutiques di griffe con prodotti di lusso ed eccellenze dell’artigianato veneto, dove sfilano commessi eleganti in uniforme. Accanto alle vecchie scalinate ci sono grandi ascensori e scale mobili rosso fuoco per passare da un piano all’altro. Al posto del vecchio lucernario ora c’è una struttura di vetro e acciaio che funge da pavimento alla nuovissima terrazza panoramica; da lassù si gode una vista mozzafiato della città a trecentosessanta gradi, assolutamente imperdibile.Foto panorama dal tetto del T-FondacoTra nostalgia ed entusiasmo per la novità, il T-Fondaco offre libero accesso a chiunque. È pronto ad ospitare due milioni di visitatori l’anno e offre opportunità di nuovi posti di lavoro a giovani motivati e di bella presenza. Nonostante sia stata rispettata la struttura cinquecentesca del palazzo, il T-Fondaco incarna il simbolo del cambiamento in una città che da sempre sembra immutabile.
Provare per credere.

Città Venezia

Provincia Venezia

Regione Veneto

Coordinate GPS 45°26′17.66″N 12°20′12.23″E

Come arrivare

In auto: Venezia è facilmente raggiungibile con l’auto attraverso i collegamenti autostradali (A4 da Trieste e da Torino, A27 da Belluno, A13 da Bologna) e stradali (SS.309 Romea dalla costa Adriatica, SS.14 da Trieste, SS.13 da Treviso, SS.11 da Padova). Una volta giunti in prossimità della laguna si imbocca il Ponte della Libertà che collega in senso letterale la terraferma a Venezia. Le indicazioni per Venezia portano a Piazzale Roma, il punto più estremo a cui si può accedere con la macchina. Qui è necessario parcheggiare la propria vettura. L’alternativa è il grande parcheggio all’isola del Tronchetto, raggiungibile svoltando a destra dopo aver percorso il ponte translagunare. Dal Tronchetto si arriva a Venezia in pochissimi minuti, con il vaporetto o con il nuovissimo People Mover, che fa servizio di navetta fino a Piazzale Roma. Un’altra possibilità è quella di lasciare l’auto a Mestre – sia presso i parcheggi ubicati vicino all’ingresso del Ponte della Libertà che vicino alla Stazione Ferroviaria di Mestre – e raggiungere Venezia con i mezzi pubblici, sia autobus che treno.

In treno: Fermata Venezia Santa Lucia, poi proseguire a piedi o in vaporetto

In vaporetto: Linea 1: Rialto.

Cosa visitare nei dintorni

– Ca’ d’Oro, dove era installata la scultura Support di Lorenzo Quinn
– Rialto
– tutta Venezia!!!

Per saperne di più

Ho trovato molte informazioni sul T-Fondaco nel sito internet: https://www.dfs.com/en/venice/stores/t-fondaco-dei-tedeschi-by-dfs?utm_source=google-maps&utm_medium=organic.

Il Fontego dei Tedeschi appare nel quadro del Canaletto, intitolato “Il Canale Grande a Rialto”, dipinto nella prima metà del XVIII secolo. L’opera documenta che all’epoca erano ancora visibili gli affreschi del Tintoretto che decoravano la facciata rivolta sul Canal Grande.
Giovanni_Antonio_Canal_-_Il_Canale_Grande_a_RialtoIl dipinto è anche descritto nel romanzo “Il cimitero di Venezia” di Matteo Strukul: “il chiarore che illuminava le acque del Canal Grande e le faceva scintillare d’un verde brillante. E poi, ancora, i raggi sulle facciate dei palazzi, in particolare il luccichio sul Fondaco dei Tedeschi, chiaro e netto sul lato sinistro della tela“.
Se vuoi visitare i luoghi descritti tra le pagine di un romanzo, potrebbero interessarti anche gli articoli raccolti nella sezione:
– https://www.travel-experience.it/category/romanzi/

Il 7 maggio 1990 all’allora Palazzo delle Poste di Venezia è stato dedicato uno dei francobolli della Serie Europa, XXXV edizione, del valore facciale di 800 Lire.
Francobollo Palazzo delle Poste, T-FondacoSe cerchi i luoghi italiani immortalati nel celebre ciclo filatelico emesso a partire dal 1974, ne troverai molti nella sezione dedicata:
– https://www.travel-experience.it/category/i-luoghi-della-filatelia/

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1 Commento

  1. Schifo di pavimento avete fatto, pozzo con rotelle, tavelle in cotto del 500 scomparse…schifo e indignazione

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