Immagini di Taormina (ME)

Situata nel messinese, non lontana da Catania, Taormina valorizza le testimonianze della sua storia lunga e variegata e gode di una posizione fantastica per poter apprezzare appieno le bellezze naturalistiche che la circondano e che l’hanno resa una meta turistica d’eccezione a livello internazionale quando ancora il turismo di massa non esisteva.

A un uomo che dovesse passare un solo giorno in Sicilia e chiedesse:Cosa bisogna vedere?”, risponderei senza esitare: “Taormina”. È solamente un paesaggio, ma un paesaggio che possiede tutto quel che sulla terra serve per sedurre gli occhi, la fantasia, la mente“.
Le parole di Guy de Maupassant, scritte alla fine del XIX secolo, raccontano molto dell’aura quasi mitica che circonda Taormina. La sua bellezza era celebrata in tutta l’Europa nei racconti di viaggio del Grand Tour al punto che vennero a visitarla uomini di stato e regnanti, dai reali d’Inghilterra, al kaiser Guglielmo II, agli zar di Russia, scienziati come Freud, filosofi come Nietzsche, che qui compose il suo “Così parlò Zaratustra”, scrittori e poeti come Goethe, Maupassant, Wilde e Lawrence, pittori come Klimt. Qualcuno, come la nobildonna inglese Lady Florence Trevelyan, lontana parente della regina Vittoria, scelse Taormina per cambiare vita; il fotografo Wilhelm von Gloeden venne qui per curare una presunta tubercolosi ma si innamorò di Taormina al punto che non se ne andò più.
All’indiscutibile bellezza del paesaggio ed al benessere offerti dal clima mite e salubre si aggiunge il fascino di una storia antica e variegata, dalle origini misteriose, che lo storico Diodoro Siculo aveva provato a ricostruire, ma già allora senza successo. Nessuno sa con certezza come nacque l’antica colonia greca di Tauromenion, che nel III secolo prima di Cristo passò sotto il dominio dei Tiranni di Siracusa, poi sotto quello Romano, poi sotto la dominazione di Saraceni, Normanni, Svevi, Aragonesi, Francesi, Borboni, fino all’unità d’Italia ed ai bombardamenti del 9 luglio 1943. Tutti questi passaggi hanno lasciato le loro tracce nel tessuto urbano della città, a cominciare da Porta Messina, chiamata anche Porta Ferdinandea in onore del re Ferdinando IV di Borbone che la inaugurò nel 1808, dalle merlature che orlano Palazzo Corvaja e il Duomo e ricordano le fortificazioni saracene, dai numerosi scavi romani segnalati da cartelli marroni e uniti in un percorso che attraversa la città e ne varca il confine. Dopo aver attraversato Porta Messina ed il bel Corso Umberto I, su cui si affacciano negozietti e locali, si arriva a quella che un tempo era l’agorà greca, foro romano poi, oggi splendido ed elegante “salottino”, piazza IV Aprile, uno dei simboli di Taormina. foto Piazza IV Aprile di TaorminaÈ una balconata che si affaccia su un panorama mozzafiato, benedetto dalla limpidezza della luce e dall’intensità dei colori, che pittori provenienti da tutto il mondo cercano di catturare con i loro pennelli. A ciò si aggiunge l’eleganza della pavimentazione a scacchi bianchi e neri e dei palazzi che la circondano come uno scrigno racchiude un tesoro prezioso: la Torre dell’orologio, la seicentesca Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, il Palazzo Corvaja in stile gotico-catalano e con elementi arabeggianti, che dal 1411, in una sala quattrocentesca, normanna, ospitava le sedute del Parlamento siciliano convocate dalla regina Bianca di Navarra. Tra i tavolini dei bar all’aperto sono state girare le scene di film come “Il piccolo diavolo” di Roberto Benigni, mentre la troupe cinematografica di “Intrigo a Taormina” di Giorgio Bianchi ha proseguito anche oltre, tra scorci noti ed inediti della città.
Proseguendo oltre la Torre dell’orologio, si trova il Duomo dedicato a San Nicola di Bari; a guardarlo, sembrerebbe una piccola fortezza con tanto di merlatura e pareti fatte con grossi blocchi di pietra; è una costruzione gotica, con un bel portale rinascimentale. foto Duomo di TaorminaAll’interno la navata centrale è sorretta da sei colonne di marmo rosa, probabilmente provenienti dal teatro greco-romano, mentre le travi del soffitto sono rette da mensole intagliate con motivi arabi che ci trattengono con il naso per aria per la sorpresa. La statua di Sant’Agata proviene da un’antica chiesetta distrutta durante i bombardamenti della guerra; secondo la tradizione la Santa fu martirizzata fuori delle mura di Taormina.
Sono numerosi i tesori che Taormina ha da offrire, ciascuno con una sua storia e le sue suggestioni; nulla, però, ci può preparare all’emozione che regala la visita del Teatro antico, di origine greca. Risale al III secolo prima di Cristo, doveva ospitare rappresentazioni drammatiche o musicali e fu ampliato dai Romani per farne un’arena per i giochi dei gladiatori e le battaglie navali. È interamente scavato nella roccia, in posizione panoramica a strapiombo sul mare cristallino. Goethe, che qui arrivò il 6 maggio 1787, ne descrive la struttura così:
… si trovano collegate due vette con una semisfera. Qualunque forma fosse quella naturale, c’è stato un qualche intervento artificiale che ha creato l’anfiteatro a semicerchio per gli spettatori […]. Ai piedi del semicerchio a gradini la scena era stata costruita per traverso e collegava così le due rocce, completando quest’opera gigantesca tanto naturale quanto artificiale.”.
Circa un secolo dopo l’emozione regalata da questo spettacolo è vibrante nelle parole di Maupassant:
Si vedono dapprima le rovine, tristi e superbe, ove restano in piedi, ancora bianche, fascinose colonne di marmo coi loro capitelli; poi, oltre le mura, scorgiamo in basso, a perdita d’occhio, il mare, la riva che si allarga fino all’orizzonte, cosparsa di rocce enormi, orlata da sabbie dorate e popolata di villaggi bianchi; poi, a destra, dominando tutto, occupando con la sua massa la metà del cielo, l’Etna nevoso e fumigante”.
foto panorama di TaorminaQuesto spettacolo pittoresco, che ha già fatto il giro del mondo diverse volte attraverso foto, cartoline, quadri e scene di film, continua a lasciare senza fiato per la sua immensa bellezza e suggestione. Perfino San Marino ha scelto questo paesaggio come soggetto per l’emissione filatelica commemorativa del primo francobollo di Sicilia; la Repubblica Italiana lo ha scelto nel 1953 per la serie “Propaganda Turistica” e nel 2017 per celebrare il G7.
Erano gli anni a cavallo tra il XIX ed il XX secolo, quando il giovane fotografo Wilhelm Von Gloeden si arrampicava fin qui con la sua pesante ed ingombrante attrezzatura. Era un osservatore sempre attento che sapeva interpretare molto bene gli effetti della luce sul soggetto e faceva un uso innovativo dei filtri fotografici. Wilhelm immortalò questo stesso paesaggio e ne fece il protagonista di alcuni suoi scatti e la scena di altri, nei quali ritraeva giovani siciliani, efebi, con la testa inghirlandata di alloro, nudi o vestiti con costumi ispirati all’antica Grecia. Erano messi in pose classiche, languide, vicini a colonne o anfore, con sapienti rimandi all’Arcadia, terra idilliaca dove l’uomo vive in perfetta armonia con la natura. Queste opere, conosciute come “Illustrazioni di Omero e Teocrito”, furono esposte a livello internazionale in mostre inaugurate in tutta l’Europa e vennero riprodotte anche come cartoline, portando l’immagine di Taormina sempre più alla ribalta.
Dopo oltre duemila anni dalla sua fondazione, il Teatro antico ospita ancora il suo pubblico, che prende posto per assistere al Taormina film Festival, a concerti di fama internazionale ed a spettacoli di danza organizzati qui, in questo scenario unico al mondo.
Sediamoci anche noi ad ammirare il panorama e prendiamoci il giusto tempo per sgombrare la mente e riempire gli occhi; non possiamo che essere d’accordo con le parole che scrisse Goethe a proposito:
Seduti dove una volta sedevano gli spettatori nella parte più alta, viene da pensare che probabilmente mai un pubblico teatrale ha visto cose più belle davanti a sé.

Città Taormina

Provincia Messina

Regione Sicilia

Coordinate GPS 37°51′N 15°18′E

Come arrivare

In auto: Taormina si trova a metà strada tra Catania e Messina; è possibile raggiungerla da entrambe le città percorrendo la SS114 lungo la costa.

In treno: stazione ferroviaria di Taormina-Giardini.

In autobus: Taormina è collegata a Catania dall’azienda Interbus

Cosa visitare nei dintorni

– Catania
Acitrezza, il borgo dei Malavoglia.

Per saperne di più

È possibile trovare molte informazioni utili su Taormina sul sito internet: https://www.visitsicily.travel/sicilia/

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Tra le vie di Taormina sono state girare le scene di film come “Il piccolo diavolo” di Roberto Benigni, e di “Intrigo a Taormina” di Giorgio Bianchi.
Se ti piace visitare le location cinematografiche, puoi trovarne altre nella sezione:
https://www.travel-experience.it/category/piccoli-borghi/location-cinematografiche/

Taormina è stata scelta come soggetto per due francobolli della Repubblica Italiana, rispettivamente:
– 31 dicembre 1953 – Propaganda turistica – 35 L.
– 26 maggio 2017 – Vertice del G7 a Taormina – 0,95 €.
Francobollo con soggetto TaorminaSe cerchi i luoghi italiani immortalati tra i soggetti filatelici delle serie italiane, ne troverai molti nella sezione dedicata:
– https://www.travel-experience.it/category/i-luoghi-della-filatelia/

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