Palmanova ennagono perfetto (UD)

Palmanova: la città rinascimentale, inespugnabile fortezza veneziana situata nella parte meridionale della provincia di Udine, la cui perfezione geometrica e ingegneristica suscita ancora meraviglia. Dal 2017 è stata riconosciuta Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

È un leone guerriero quello ritratto a Palmanova, la città-fortezza fondata dai veneziani nel 1593. Una zampa tiene in alto la spada e l’altra è appoggiata sul libro chiuso. Lo troviamo così nelle vetrate del duomo, sulla meridiana del campanile, in giro per la città che era stata progettata a difesa dei confini messi a rischio dalle lotte contro gli austriaci e dalle incursioni dei turchi.
Palmanova è stata disegnata senza lasciare nulla al caso: ha una protezione di mura e fossati lunga circa sette chilometri a forma di stella a nove punte, ogni punta è rinforzata da un bastione e ogni coppia di bastioni è collegata da una cortina cioè un terrapieno rettilineo con muro di mattoni e pietre. Al centro di tre cortine sono poste le tre porte monumentali d’accesso alla città, attribuite all’architetto Vincenzo Scamozzi. Una di queste è il soggetto di uno dei francobolli da 600 Lire della serie “Turismo” – XX emissione del 1993.foto di una delle porte di accesso a PalmanovaTra le cortine e il fossato sono stati scavati dei terrapieni rettilinei detti “falsabraga”, provvisti di una breve galleria di attraversamento centrale. Si contano nove falsabraghe. Il numero dei bastioni e la lunghezza dei lati fu stabilita in base alla gittata dei cannoni del tempo; la costruzione è modulare e si sviluppa in poligoni di duecento passi veneti (circa trecentoquaranta metri) ciascuno. I nove rivellini costruiti oltre al fossato in corrispondenza del lato rettilineo della cerchia che racchiudeva l’abitato risalgono alla seconda metà del XVII secolo e sono considerati la seconda cerchia, voluti dalla Serenissima per rafforzare ulteriormente la città. I primi ad essere costruiti furono quelli di fronte le porte d’accesso, perché considerati il punto più debole di qualsiasi fortezza.
L’intero complesso doveva risultare al di sotto della linea dell’orizzonte, per essere invisibile agli occhi dei nemici fino a breve distanza. Oltre a ciò le mura esterne erano ricoperte di terra e vegetazione, in modo da mimetizzarsi.
C’è poi una terza cerchia costruita insieme alle polveriere nuove agli inizi del XIX secolo da Napoleone, che entrò nella città con l’inganno e da qui dichiarò guerra alla Serenissima. La terza cerchia è costituita principalmente da nove lunette, cioè nove bastioni cinti da un fossato a secco, che si spingevano ancora di più verso la campagna per aumentare la distanza tra le batterie dell’artiglieria nemica e la città, evitando la distruzione degli edifici civili e militari.
La geometrica in cui è racchiusa Palmanova è perfetta: basta guardare le riprese dall’alto o le foto satellitari per restare senza parole.foto Palmanova vista dal satelliteQualcuno sostiene che il disegno originale della prima cerchia sia di Leonardo da Vinci, al quale era stato affidato l’incarico della progettazione ma che rifiutò perché era impegnato a Milano. Sappiamo che Leonardo fece un sopralluogo e forse bastò un suo consiglio (o una bozza disegnata anonimamente) a dare origine all’intero complesso.
Ufficialmente il progetto fu di Marcantonio Martinengo e Giulio Savorgnan, famoso all’epoca perché si era occupato delle opere di ricostruzione delle cinta murarie di Candia (a Creta) e Nicosia (Cipro), due città di importanza strategica, la cui difesa dalle scorrerie dei pirati saraceni era di vitale importanza per il controllo del Mediterraneo.
La prima pietra di Palmanova fu posta il 7 ottobre 1593, nell’anniversario dell’epica battaglia di Lepanto, quando la flotta della Lega Santa aveva sconfitto quella turca, fermando l’avanzata dell’impero ottomano nel Mediterraneo. La schiacciante vittoria contro i turchi avvenne il 7 ottobre del 1571. Il 7 ottobre è anche la data in cui ricorre l’anniversario della morte di Santa Giustina, vergine e martire padovana vissuta durante le persecuzioni cristiane di Diocleziano, eletta Patrona della città.
Già nel 1588 la Serenissima aveva mandato in Friuli Jacopo Foscarini, Marcantonio Barbaro e Francesco Donato con lo scopo di fare un sopralluogo e capire cosa fosse necessario fare per rinforzare i confini. I tre al ritorno furono concordi sulla necessità di erigere una nuova fortezza al centro della pianura friulana ai confini con i villaggi di Ronchis, Palmada e San Lorenzo. La proposta fu messa al vaglio, il progetto fu più volte ridiscusso anche sul tema economico e fu definitivamente approvato dal Consiglio dei Savi di Terraferma il 17 settembre 1593. Furono nominati cinque Provveditori Generali, che il 6 ottobre dello stesso anno arrivarono nei pressi di Palmada sotto una pioggia torrenziale, per sondare la zona in cerca del sito ideale per erigere la fortezza. Secondo la tradizione i cinque cercarono riparo dalla pioggia in una cappelletta in mezzo alla campagna, poco distante da Palmada. Una folata di vento fece cadere una ragnatela a terra proprio in mezzo a loro. La ragnatela si dispiegò sul pavimento in tutta la sua perfezione e questo fu fonte di ispirazione per la scelta della forma della futura fortezza. Il giorno seguente, il 7 ottobre, fu scelto il sito dove erigerla. Fu Marcantonio Barbaro, uno dei Provveditori Generali a scegliere il nome Palma, sia in ricordo di Palmada, che fu “sacrificata” per evolvere nella città-fortezza che noi conosciamo oggi, sia perché la palma è il simbolo della vittoria e quindi la scelta del nome voleva essere di buon auspicio. Nella lettera che Marcantonio aveva mandato al Senato veneziano il 3 novembre 1593, poco prima della firma si legge:

Dalla Palma che così io la nominerò di qui in avanti”.

La città fu ribattezzata Palmanova circa due secoli dopo da Napoleone.
La palma compare anche nello stemma della città, e offre riposo sicuro al leone marciano. Lo stendardo, simbolo della fortezza stessa, si innalza da un basamento di pietra d’Istria che si erge al centro della piazza principale chiamata Piazza Granda, piazza di forma perfettamente esagonale.
Qui convergono le sei strade che, come raggi di un poligono, portano direttamente dal centro alle mura; ogni strada è presidiata da due statue monumentali, che rappresentano undici Provveditori Generali della fortezza, dei quali non conosciamo le identità perché furono cancellati le iscrizioni e gli stemmi scolpiti sul piedistalli.
Il perimetro della piazza è racchiuso da una canaletta d’acqua (ora asciutta), dall’alto valore simbolico.
La piazza era una piazza d’armi a tutti gli effetti: un luogo di rappresentanza, di cortei e parate, ma in caso di assedio sarebbe stato il centro di raccolta delle milizie per la riorganizzazione della difesa.
Nella rievocazione storica in costume che si svolge la seconda domenica di luglio in onore del Santissimo Redentore viene ricordato quel lontano luglio del 1602, quando il Provveditore Girolamo Cappello fece alzare per la prima volta al centro della piazza il vessillo della Serenissima su un albero di Galea “in simbolo dell’unione della città in ricordo della madre che la generò”.
Centinaia di figuranti in abiti seicenteschi mettono in scena la cerimonia in cui il Provveditore Generale è accompagnato da una scorta di dodici alabardieri. Nel corteo sfilano le milizie composte da picchieri, archibugieri bombardieri e pezzi d’artiglieria, seguiti da dame nobili e popolani. Ci sono caroselli, danze e duelli. Al calar della sera al lume dei “ferali” viene ammainato il gonfalone e si torna al presente.

Città Palmanova

Provincia Udine

Regione Friuli-Venezia Giulia

Coordinate GPS 45°54′00″N 13°19′01″E

Come arrivare

In auto: da Trieste. Autostrada A4, proseguire fino all’uscita Palmanova. Svoltare a sinistra per entrare nella strada regionale SR352 e seguire le indicazioni per Palmanova che da qui è raggiungibile in pochi minuti.

In treno: stazione ferroviaria di Palmanova sulla linea Udine-Cervignano del Friuli

In autobus: Palmanova è servita dalla SAF autoservizi FVG. Per orari e tariffe si faccia riferimento al sito: http://www.saf.ud.it/

Cosa visitare nei dintorni

Grado (GO)
Il sito archeologico di Aquileia (UD).

Per saperne di più

Ho trovato molte informazioni utili su Palmanova nel sito internet: http://www.palmanova.it/.

Nel 2017 Palmanova è stata censita dall’UNESCO nel bene trasnazionale Opere di difesa veneziane del XVI e XVII secolo.
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– Le monache del monastero di Torba (VA) insieme a La seconda vita di Castelseprio (VA)
L’ultimo abbraccio di Pompei (NA)
I Trulli di Alberobello (BA)
Castel del Monte: “Stupor Mundi” stupisce ancora (BT)
I sassi di Matera (MT)

Palmanova è uno dei borghi iscritti al club “I Borghi più belli d’Italia”; se questi borghi ti incuriosiscono, potrebbero interessarti anche gli articoli raccolti nella sezione dedicata:
– https://www.travel-experience.it/category/club-borghi-piu-belli/

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– La cascata delle Marmore e la bellezza di un amore antico (TR)

Il 26 giugno 1993 a Palmanova è stato dedicato uno dei francobolli della Serie Turismo, XX edizione, del valore facciale di 600 Lire.
francobollo di PalmanovaSe cerchi i luoghi italiani immortalati nel celebre ciclo filatelico emesso a partire dal 1974, ne troverai molti nella sezione dedicata:
– https://www.travel-experience.it/category/i-luoghi-della-filatelia/

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